Assegno Unico, Ultimo Avviso per l’ISEE: da Luglio Arretrati da 380 Euro Persi Definitivamente

Molte famiglie stanno sottovalutando una scadenza che può incidere direttamente sull’importo dell’Assegno Unico. Chi non aggiorna l’ISEE entro il 30 giugno, infatti, continua a ricevere il bonus al minimo e soprattutto perde tutti gli arretrati maturati nei mesi precedenti.

Un dettaglio che, in alcuni casi, può tradursi in diverse centinaia di euro non recuperabili. Vediamo nel dettaglio con degli esempi concreti.

ISEE non aggiornato: cosa succede da luglio all’Assegno Unico

Secondo le regole INPS aggiornate alla circolare n. 7 del 30 gennaio 2026, chi non presenta una DSU continua a ricevere l’Assegno Unico con l’importo minimo, uguale quindi a chi ha un ISEE superiore a 46.582,71 euro. Infatti, chi non presenta l’ISEE o ha un ISEE superiore a tale soglia riceve al mese solo 58,30 euro per figli minorenni e 29,10 per i maggiorenni.

La situazione però peggiora per chi si muove in ritardo: presentando l’ISEE dopo il 30 giugno, si perde il diritto agli arretrati da marzo fino al mese di presentazione.

In pratica, il ricalcolo non copre tutti i mesi arretrati, ma solo quelli successivi alla domanda.

Un esempio concreto

Prendiamo il caso di una famiglia con un figlio maggiorenne di 19 anni ancora a carico. Per i figli tra 18 e 20 anni l’Assegno Unico continua a spettare solo se ricorrono determinate condizioni, ad esempio se il ragazzo frequenta un corso di formazione, un percorso scolastico, un tirocinio, svolge un’attività lavorativa con reddito entro i limiti previsti oppure è in cerca di lavoro.

Con un ISEE ad esempio di 20.000 euro, l’importo dell’Assegno Unico 2026 per un figlio maggiorenne in questa fascia è superiore al minimo previsto per chi non presenta l’ISEE.

Infatti, sulla base degli importi medi aggiornati 2026, un figlio maggiorenne tra 18 e 20 anni con ISEE intorno a 20.000 euro riceve circa 90-92 euro al mese. Senza ISEE valido, invece, l’importo scende al minimo previsto, pari a circa 29 euro al mese.

La differenza è quindi di circa 63 euro al mese per figlio.

Quanto perde di Assegno Unico chi non rinnova l’ISEE entro giugno

Il mancato aggiornamento dell’ISEE entro il 30 giugno non significa solo prendere meno da luglio. La vera perdita riguarda anche i mesi già trascorsi. Come detto, l’Assegno Unico viene calcolato con l’importo minimo da marzo se manca un ISEE valido. Presentando l’ISEE entro il 30 giugno si recuperano invece gli arretrati da marzo.

Nel nostro esempio:

  • differenza mensile persa: circa 63 euro;
  • mesi da marzo a giugno: 4 mesi;
  • arretrati non recuperati: circa 252 euro.

A questa cifra si aggiunge poi la perdita mensile che continua finché la famiglia non presenta il nuovo ISEE. Se, ad esempio, l’ISEE venisse aggiornato solo a settembre, la famiglia avrebbe già lasciato indietro anche luglio e agosto. Quindi:

  • marzo-giugno: circa 252 euro persi;
  • luglio-agosto: altri 126 euro persi.

Totale: quasi 378 euro non recuperabili.

Per i figli minorenni, i cui importi spettanti sono maggiori, la perdita è addirittura più alta. Basti pensare, infatti, che l’assegno può arrivare fino a 203 euro al mese, ma se non si presenta l’ISEE l’INPS riconosce solo 58,30 euro.

Perché un ISEE aggiornato può fare la differenza

L’Assegno Unico non è uguale per tutti: come visto, l’importo cambia in base all’ISEE, all’età dei figli e alla presenza di eventuali maggiorazioni.

Una semplice dimenticanza può quindi trasformarsi in una perdita economica concreta. Nel caso di una famiglia con un figlio maggiorenne e un ISEE medio, come nell’esempio, si possono perdere centinaia di euro se la situazione non viene aggiornata nei tempi previsti. E ancora di più nel caso di un figlio minorenne.

Per molte famiglie il 30 giugno non è quindi una scadenza da sottovalutare: è il termine entro cui evitare di lasciare soldi sul tavolo.