Metalmeccanici, Proclamati i Primi Scioperi per il Caldo: Stop Fino a 24 Ore

Le temperature record iniziano ad avere effetti anche sulle relazioni industriali. In diverse aziende metalmeccaniche italiane sono stati proclamati scioperi contro il caldo estremo, con fermate che vanno dalle 2 ore per turno fino a 24 ore, mentre cresce la richiesta di sindacati, associazioni e istituzioni, di interventi immediati per tutelare la salute dei lavoratori impegnati nei capannoni, nei reparti produttivi e nelle attività di manutenzione.

Le iniziative, al momento concentrate soprattutto in Emilia-Romagna, rappresentano i primi casi di mobilitazione direttamente collegati alle elevate temperature registrate nelle ultime settimane. Il messaggio che fanno passare i sindacati proclamanti per dare forza alle loro ragioni è “si lavora come se nulla fosse”. Come se il caldo estremo non avesse effetti sulle condizioni di salute e sulle performance individuali dei singoli operai, esposti al sole o – al chiuso – in condizioni di afa e a contatto con superfici roventi. Da qui la richiesta di rivedere turni e condizioni di lavoro.

La notizia era stata in qualche modo anticipata dalle dichiarazioni rilasciate dalla Segretaria Nazionale Fiom Cgil Silvia Simoncini, in un’intervista ESCLUSIVA al nostro giornale, TuttoLavoro24.it

Dalle due ore di sciopero ai blocchi di 24 ore

A Cesena la Fiom-Cgil ha proclamato scioperi di due ore per turno nelle giornate contrassegnate dal bollino rosso per le ondate di calore. A Ravenna, invece, la protesta è stata ancora più incisiva: alla Marcegaglia Ravenna e alla Marcegaglia Carbon Steel Fiom e Usb hanno indetto 24 ore di sciopero per tutti i turni di lavoro.

Secondo il sindacato, l’obiettivo non è quello di creare disagi produttivi, ma di ottenere misure concrete per ridurre il rischio legato al caldo estremo.

“La salute dei lavoratori deve essere messa in sicurezza“, afferma la Fiom, evidenziando che con temperature elevate e livelli di umidità sempre più alti aumenta il rischio di malori, colpi di calore, infortuni e conseguenze anche gravi.

Le segnalazioni arrivate dalle aziende

La Fiom spiega di aver ricevuto numerose segnalazioni da Rsu, Rls, delegati e lavoratori di diverse aziende, che denunciano l’assenza di interventi adeguati.

In troppe realtà non è stato assunto alcun provvedimento concreto contro il caldo. In molte aziende si continua a lavorare come se nulla fosse: stessi ritmi, stessi carichi, stesse postazioni e stessi obiettivi produttivi, senza pause aggiuntive, senza ambienti freschi per il recupero, senza un’adeguata distribuzione di acqua, senza rimodulare le attività più pesanti e senza una reale valutazione del rischio legato a caldo, umidità e microclima.”

Il sindacato sottolinea che il problema riguarda in particolare chi opera nei capannoni non climatizzati, nei magazzini, nei piazzali, nelle manutenzioni e lungo le linee produttive.

Il rischio riguarda anche i lavoratori più fragili

La Fiom richiama l’attenzione anche sulla tutela dei lavoratori più vulnerabili.

“Il caldo estremo non è un semplice disagio stagionale, ma un rischio per la salute e la sicurezza. Il pericolo è ancora maggiore per chi soffre di patologie cardiovascolari o respiratorie, segue terapie farmacologiche o presenta condizioni personali che aumentano la vulnerabilità alle alte temperature.”

Per il sindacato queste persone non possono essere trattate come tutti gli altri durante eventi climatici estremi.

“La salute viene prima della produzione e prima del profitto. Dove non vengono adottate misure di prevenzione e protezione, ci fermiamo.”

Le prime mobilitazioni potrebbero rappresentare un segnale destinato a estendersi anche ad altri stabilimenti metalmeccanici se le temperature elevate dovessero continuare e le aziende non adottassero interventi organizzativi in grado di garantire condizioni di lavoro sicure.