Il Bonus per l’autoimprenditorialità doveva essere un sostegno concreto per chi ha scelto di mettersi in proprio, ma per molti beneficiari l’attesa si sta allungando più del previsto. Sono infatti numerose le segnalazioni di chi, pur avendo presentato la domanda e ottenuto l’accoglimento, non ha ancora ricevuto il pagamento del contributo INPS. Dietro i ritardi, però, possono esserci diverse ragioni legate alle verifiche ancora in corso e alle procedure di liquidazione. Vediamo nel dettaglio.
Bonus autoimprenditorialità da 500 euro: perché alcuni pagamenti tardano ad arrivare
Il contributo per l’autoimprenditorialità introdotto dal decreto Coesione prevede un sostegno economico per i giovani disoccupati che tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025 hanno avviato una nuova attività imprenditoriale in settori strategici legati alle nuove tecnologie e alla transizione digitale ed ecologica.
L’importo previsto è pari a:
- 500 euro al mese;
- per un massimo di 36 mesi;
- comunque non oltre il 31 dicembre 2028.
Il pagamento viene effettuato dall’INPS in un’unica soluzione annuale anticipata, per i mesi coperti dal contributo.
Negli ultimi giorni, però, molti beneficiari hanno segnalato di essere ancora in attesa dell’accredito.
L’INPS aveva già annunciato l’avvio dei pagamenti
A chiarire il quadro è il messaggio INPS n. 1955 del 10 giugno 2026, con cui l’Istituto aveva comunicato la conclusione dell’istruttoria relativa alle domande presentate e l’avvio delle attività di liquidazione per le richieste accolte.
Il messaggio aveva inoltre annunciato:
- l’apertura del servizio per presentare domanda di riesame per le istanze respinte;
- la prosecuzione delle verifiche per alcune domande che non potevano ancora essere definite.
Quindi, anche se l’INPS ha avviato la fase dei pagamenti, non tutte le posizioni possono essere liquidate nello stesso momento.
Più controlli sulla regolarità contributiva generano ritardi
Uno dei motivi principali dei ritardi riguarda alcune verifiche ancora necessarie. L’INPS ha spiegato che per alcune richieste non è stato possibile completare l’istruttoria perché si attendevano gli esiti sulla regolarità contributiva.
Il problema può riguardare, ad esempio:
- chi è iscritto a una Cassa previdenziale non gestita direttamente dall’INPS;
- chi versa contributi alla Gestione separata senza una specifica iscrizione già registrata.
In questi casi la domanda resta in attesa fino alla conclusione degli accertamenti necessari. Solo dopo aver ricevuto gli esiti sulla regolarità contributiva l’Istituto potrà definire la posizione e procedere, se spettante, alla liquidazione del contributo.
Il ritardo non significa necessariamente che la domanda del bonus è stata respinta
Chi non ha ancora ricevuto il pagamento non deve quindi interpretare automaticamente il ritardo come un problema sulla propria domanda. La mancata liquidazione può dipendere semplicemente dal fatto che la posizione individuale richiede ulteriori verifiche.
Ogni domanda segue infatti un percorso diverso in base alla situazione del singolo beneficiario, ai dati contributivi presenti e agli eventuali controlli necessari.
Inoltre, va considerato che la fase della liquidazione della liquidazione del contributo, coinvolge le strutture territoriali dell’Istituto. Quindi, anche se l’INPS ha effettuato l’istruttoria iniziale delle domande attraverso una procedura informatizzata centralizzata, sono poi le singole sedi INPS a gestire le attività operative relative ai pagamenti. E ogni sede adotta differenti tempistiche, anche in base alla mole complessiva di pratiche da lavorare.
Questo può contribuire ad allungare i tempi, soprattutto quando sono necessarie verifiche aggiuntive prima di procedere all’accredito.
Cosa possono fare i beneficiari in attesa del pagamento
Chi ha presentato domanda e non ha ancora ricevuto il contributo può controllare lo stato della propria pratica attraverso i servizi online INPS. Qui è possibile verificare:
- l’esito della domanda;
- eventuali richieste di integrazione o verifiche;
- lo stato della liquidazione.
In presenza di una domanda accolta ma ancora senza pagamento, il ritardo potrebbe essere legato semplicemente ai tempi tecnici necessari per completare le procedure. Come detto, i beneficiari ancora in attesa devono considerare che il ritardo può dipendere dalla propria posizione contributiva o dai tempi di lavorazione delle sedi territoriali, senza che ciò significhi automaticamente una perdita del diritto al contributo. Nonostante i ritardi, il contributo resta previsto per chi ha diritto alla misura.




