Bonus Bollette: Senza Questo Documento lo Sconto Non Arriva

C’è un errore molto comune che può costare caro a chi avrebbe diritto al bonus bollette. Non riguarda la compilazione delle bollette né la richiesta di un contributo all’INPS o al Comune. Il problema nasce ancora prima e basta una semplice dimenticanza per perdere uno sconto che viene riconosciuto automaticamente.

Vediamo qual è l’errore da evitare, quali sono i requisiti economici da rispettare e cosa bisogna sapere sull’ISEE per non rinunciare all’agevolazione.

Il bonus bollette arriva in automatico, ma solo con l’ISEE aggiornato

Il bonus sociale per le bollette di luce, gas, rifiuti e acqua non deve essere richiesto con una domanda specifica. Lo sconto viene infatti riconosciuto in modo automatico, ma a una condizione fondamentale: bisogna aver presentato una DSU per ottenere un ISEE in corso di validità.

Se l’ISEE non viene presentato o risulta scaduto, il bonus non viene applicato, anche quando la famiglia possiede tutti i requisiti economici per ottenerlo.

In pratica, il vero errore che fa perdere lo sconto è proprio quello di non aggiornare l’ISEE.

Quali sono i limiti ISEE per ottenere lo sconto

Lo sconto sulle bollette viene applicato proprio in base all’ISEE: per beneficiare del bonus, infatti, è necessario rispettare specifiche soglie economiche. Lo sconto spetta ai nuclei familiari con:

  • ISEE fino a 9.796 euro nella generalità dei casi;
  • ISEE fino a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli a carico.

Se il valore dell’ISEE supera questi limiti, il bonus non può essere riconosciuto. Così come non viene riconosciuto nemmeno in assenza di ISEE.

Cosa viene considerato nel calcolo dell’ISEE

L’ISEE non tiene conto soltanto dello stipendio o della pensione. Per calcolare l’indicatore vengono presi in considerazione diversi elementi del patrimonio e del reddito dell’intero nucleo familiare.

Tra questi rientrano, ad esempio:

  • redditi da lavoro e pensioni;
  • saldo e giacenza media di conti correnti e libretti;
  • depositi e investimenti finanziari;
  • immobili diversi dall’abitazione principale nei casi previsti dalla normativa;
  • altri beni patrimoniali che concorrono alla determinazione dell’indicatore.

Per questo motivo è importante compilare correttamente la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), riportando tutti i dati richiesti.

Titoli di Stato e prima casa: parzialmente esclusi sull’ISEE

Ci sono due importanti elementi che contribuiscono ad abbassare il valore dell’ISEE:

  1. i titoli di Stato;
  2. la prima casa.

Questi, infatti, fanno cumulo nell’ISEE solo parzialmente. Nel dettaglio:

  • i titoli di Stato, i buoni del Tesoro e gli altri strumenti finanziari equiparati non concorrono al calcolo dell’ISEE fino a un valore complessivo di 50.000 euro:
  • allo stesso modo, la prima casa è esclusa dal calcolo fino a un valore di 120.000 euro nelle città metropolitane e fino a 91.500 euro in tutte le altre città.

Questo significa che, entro suddetti limiti, tali voci non aumentano il valore dell’indicatore e non compromettono il diritto alle prestazioni collegate all’ISEE, compreso il bonus bollette.

Per non perdere il bonus bollette basta un semplice controllo

Chi ritiene di avere i requisiti economici dovrebbe verificare che il proprio ISEE sia stato effettivamente presentato e sia ancora valido.

Poiché il bonus viene riconosciuto automaticamente, non è necessario compilare ulteriori domande. Senza un ISEE aggiornato, però, il sistema non può verificare il diritto all’agevolazione e lo sconto non viene applicato in bolletta. Un controllo tempestivo può quindi fare la differenza tra ricevere il beneficio e perderlo, pur avendone diritto.