L’emergenza caldo e l’aumento dei costi dell’energia stanno incidendo sempre più sull’organizzazione del lavoro nelle aziende metalmeccaniche. In diverse realtà produttive si sta affermando una tendenza che fino a pochi anni fa era meno diffusa: concentrare parte della produzione nelle giornate di domenica e nei festivi per ridurre i costi energetici.
Si tratta di una scelta – che in queste settimane viene registrata in aziende collocate tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia – dettata principalmente da esigenze economiche. Per molte imprese energivore, infatti, produrre quando la domanda di energia è più bassa può tradursi in un risparmio significativo sulle bollette, in una fase in cui margini e competitività sono messi a dura prova. Anche se la manodopera può avere un costo maggio.
Perché le aziende guardano sempre più alla domenica
Le alte temperature registrate durante l’estate 2026 stanno costringendo molte imprese a rivedere l’organizzazione dei turni. Alle limitazioni introdotte da diverse ordinanze regionali contro il caldo si aggiunge la necessità di evitare che i lavoratori operino nelle ore più critiche della giornata, soprattutto negli stabilimenti dove il calore prodotto dagli impianti rende ancora più difficili le condizioni di lavoro.
A questo scenario si somma il caro energia. Nelle giornate festive il fabbisogno elettrico nazionale è generalmente inferiore rispetto ai giorni lavorativi e questo può rendere più conveniente concentrare alcune lavorazioni proprio la domenica. Secondo diverse testimonianze provenienti dal settore, alcune aziende stanno già sfruttando questa opportunità per contenere i costi di produzione.
La crisi della siderurgia accelera il fenomeno
La tendenza è favorita anche dalla difficile situazione che sta attraversando la filiera dell’acciaio. Le imprese che acquistano e trasformano prodotti siderurgici devono fare i conti con l’aumento dei costi delle materie prime e con una domanda ancora debole.
In questo contesto, produrre nei giorni in cui l’energia costa meno rappresenta una leva per limitare le spese. Non a caso, alcune organizzazioni sindacali hanno evidenziato come, in determinate realtà, il lavoro domenicale conviva con il ricorso alla cassa integrazione durante la settimana, segnale di una produzione che viene concentrata nei momenti economicamente più convenienti.
Ecco qualche esempio di aziende che hanno optato per il lavoro domenicale (con o senza Cassa integrazione):
Acciaierie e centri di servizio dell’acciaio: diverse aziende energivore hanno spostato parte delle lavorazioni nei fine settimana per sfruttare fasce orarie con costi dell’energia più contenuti, mentre in settimana hanno fatto ricorso alla cassa integrazione.
Marcegaglia: in alcuni stabilimenti la produzione è organizzata su ciclo continuo, con turnazioni che comprendono anche la domenica per garantire il funzionamento degli impianti.
Acciaierie Arvedi: in diversi siti produttivi gli impianti lavorano a ciclo continuo e il lavoro domenicale rientra nella normale organizzazione dei turni, con le maggiorazioni previste dal contratto.
Gruppo Danieli: alcune linee produttive e attività legate agli impianti siderurgici prevedono turnazioni anche nei giorni festivi quando richiesto dalle esigenze produttive.
Automotive: in alcuni stabilimenti, soprattutto durante fasi di recupero della produzione o per particolari picchi di attività, sono stati sottoscritti accordi sindacali che hanno introdotto turni straordinari comprendenti il sabato e, in casi limitati, anche la domenica.
Quanto spetta ai metalmeccanici che lavorano di domenica
Per i lavoratori restano comunque le tutele previste dal CCNL Metalmeccanici Industria sottoscritto da Federmeccanica e Assistal con Fim-Fiom-Uilm.
Il contratto collettivo riconosce una maggiorazione del 50% della retribuzione oraria per il lavoro prestato nelle giornate di domenica, salvo condizioni più favorevoli previste dalla contrattazione aziendale o territoriale. Se la domenica coincide con una festività civile o religiosa, trovano inoltre applicazione le specifiche disposizioni previste per il lavoro festivo.
Questo significa che il ricorso ai turni domenicali comporta un costo del lavoro più elevato per le imprese, che decidono di adottare questa soluzione solo quando il risparmio ottenuto sui costi energetici compensa la maggiore retribuzione dovuta ai dipendenti.
Una tendenza da monitorare
Non si tratta ancora di un fenomeno generalizzato, ma i segnali che arrivano dal settore indicano una direzione ben precisa. Se il caro energia continuerà a incidere sui costi industriali e le ondate di calore diventeranno sempre più frequenti, il lavoro domenicale potrebbe diventare una soluzione organizzativa adottata da un numero crescente di aziende metalmeccaniche.
Per i lavoratori ciò significherebbe un cambiamento importante nell’organizzazione dei turni e nell’equilibrio tra vita privata e attività lavorativa, mentre per le imprese rappresenterebbe uno strumento per mantenere la produzione sostenibile in un contesto economico sempre più complesso.




