Colf e Badanti, Arretrati dello Stipendio: Hai 5 Anni per Recuperarli. Ecco Come Fare

Colf

Colf, badanti e, più in generale, tutti i lavoratori domestici possono recuperare gli arretrati dello stipendio e le differenze retributive non corrisposte dal datore di lavoro. È un diritto previsto dall’ordinamento quando, durante il rapporto di lavoro, la retribuzione non è stata calcolata o corrisposta correttamente. Tuttavia, la possibilità di ottenere queste somme non è illimitata: in via generale, i crediti di lavoro devono essere fatti valere entro cinque anni dalla cessazione del rapporto.

Gli arretrati possono riguardare importi anche rilevanti, soprattutto quando gli errori si protraggono per molto tempo. Per questo motivo è importante conoscere quando maturano, quali lavoratori possono richiederli e quali sono i passaggi da seguire per recuperarli.

Quando maturano gli arretrati dello stipendio

Gli arretrati non riguardano esclusivamente gli stipendi mai pagati. Nella maggior parte dei casi derivano da una non corretta applicazione del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (CCNL) o da errori commessi durante il rapporto di lavoro.

Le situazioni più frequenti riguardano:

  • un livello di inquadramento inferiore rispetto alle mansioni realmente svolte;
  • il mancato riconoscimento degli scatti di anzianità;
  • gli aumenti contrattuali non applicati;
  • errori nel calcolo della retribuzione mensile;
  • differenze relative a tredicesima, ferie, festività, lavoro straordinario, indennità o TFR.

Anche una differenza economica di poche decine di euro al mese, se accumulata negli anni, può trasformarsi in un credito di importo significativo.

Chi può chiedere il recupero delle differenze retributive

Il diritto agli arretrati riguarda tutti i lavoratori domestici ai quali si applica il CCNL di categoria.

Rientrano, ad esempio:

  • colf;
  • badanti conviventi;
  • badanti non conviventi;
  • baby sitter;
  • assistenti familiari.

Ogni posizione deve essere valutata singolarmente, verificando il contratto applicato, l’inquadramento attribuito e le mansioni effettivamente svolte.

Entro quanto tempo è possibile recuperare gli arretrati

In via generale, i crediti relativi a stipendio, differenze retributive, ferie, tredicesima, TFR e altre competenze economiche si prescrivono cinque anni dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

Ciò significa che, decorso questo termine, il lavoratore potrebbe non poter più ottenere il pagamento delle somme maturate.

Per questo motivo è consigliabile verificare la propria posizione non appena emergono dubbi sulla correttezza della retribuzione percepita.

Come richiedere gli arretrati

Il recupero delle somme passa innanzitutto dalla ricostruzione del rapporto di lavoro.

Contratto di assunzione, buste paga, ricevute degli stipendi e ogni altra documentazione utile consentono di verificare se il datore di lavoro ha applicato correttamente il contratto e se esistano differenze retributive ancora dovute.

Qualora emergano importi non corrisposti, il lavoratore può rivolgersi a un sindacato, a un consulente del lavoro oppure a un avvocato esperto in diritto del lavoro per la ricostruzione dei conteggi e la tutela dei propri diritti.

Se viene accertato un credito, è possibile avviare una vertenza di lavoro, che nella maggior parte dei casi inizia con un tentativo di conciliazione tra le parti e, solo in assenza di accordo, può proseguire davanti al giudice.