Assegno di Inclusione, Come Fare Domanda di Rinnovo? Le Istruzioni INPS

Con la ricarica di luglio, molte famiglie hanno concluso il primo periodo di 18 mesi dell’Assegno di Inclusione e si chiedono cosa fare per non perdere il sostegno economico. Nella stessa situazione si trovano anche coloro che a luglio hanno percepito la 12esima mensilità del secondo ciclo e intendono proseguire la fruizione.

Le regole sono cambiate rispetto al passato e l’INPS, con il messaggio n. 2437 del 22 luglio 2026, ha chiarito i passaggi da seguire per presentare la domanda di rinnovo e utilizzare correttamente la Carta AdI. Sapere quando inviare la richiesta e quali adempimenti restano obbligatori può fare la differenza per evitare ritardi nei pagamenti.

Il rinnovo dell’Assegno di Inclusione non è automatico

Il primo aspetto da conoscere è che il rinnovo dell’Assegno di Inclusione non avviene in automatico.

Dopo i primi 18 mesi di erogazione è necessario presentare una nuova domanda all’INPS. La richiesta segue la stessa procedura utilizzata per la domanda iniziale e può essere inviata:

  • online dal portale INPS con SPID, CIE o CNS;
  • tramite un patronato;
  • attraverso un CAF convenzionato.

Non esiste un modulo diverso per il rinnovo: si utilizza la normale domanda di Assegno di Inclusione.

Quando conviene presentare la domanda

Dal 2026 è stata eliminata la sospensione obbligatoria di un mese tra la fine del primo ciclo e il rinnovo. Lo stop è stato sostituito dalla prima ricarica erogata al 50%.

Questo significa che la domanda può essere presentata subito dopo l’ultima mensilità spettante, senza attendere un periodo di stop. In questo modo si riduce il rischio di interruzioni nell’erogazione del beneficio.

Per esempio, chi ha luglio ha ricevuto dall’INPS l’ultima mensilità (18esima o 12esima) potrà presentare la nuova domanda a partire da agosto. Lo ha ribadito l’Istituto inviando un SMS ai percettori. La domanda inviata in anticipo verrà respinta.

Attenzione ai requisiti

Con il messaggio n. 2437 del 22 luglio 2026 l’INPS ha fornito istruzioni operative dedicate ai rinnovi e alla gestione delle Carte di Inclusione.

In primis, ha chiarito che la presentazione della domanda di rinnovo comporta nuove verifiche da parte dell’INPS. L’Istituto controlla nuovamente:

  • requisiti economici;
  • valore dell’ISEE;
  • patrimonio e redditi;
  • requisiti anagrafici;
  • eventuali condizioni di svantaggio previste dalla normativa.

Il rinnovo viene riconosciuto solo se tutti i requisiti risultano ancora soddisfatti. Rispettare le condizioni è fondamentale: l’Assegno di Inclusione, infatti, spetta solo alle famiglie in cui ci sono membri disabili, minorenni, over 60 o in condizioni di svantaggio e il cui ISEE non supera i 10.140 euro.

Cosa succede ai pagamenti dell’Assegno di Inclusione dopo il rinnovo

Le regole introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 prevedono una novità importante. Come anticipato, il mese di sospensione è stato eliminato, ma la prima mensilità del rinnovo viene pagata in misura pari al 50% dell’importo spettante.

Dal secondo mese in poi l’Assegno di Inclusione torna ad essere corrisposto per l’intero importo previsto, sempre nel rispetto dei requisiti richiesti.

Il messaggio INPS chiarisce anche gli aspetti operativi relativi alla gestione della Carta di Inclusione, che continua a essere lo strumento utilizzato per ricevere gli accrediti e utilizzare il beneficio economico secondo le regole già previste. Come fa sapere l’Istituto, chi ottiene il rinnovo non deve richiedere una nuova carta. Solo in pochi casi ne arriva una nuova.

Cosa fare per evitare ritardi nel rinnovo

Per ricevere il nuovo ciclo dell’Assegno di Inclusione senza inconvenienti è consigliabile:

  • verificare che l’ISEE 2026 sia valido;
  • controllare che tutti i requisiti siano ancora rispettati;
  • presentare la domanda appena termina il primo periodo di 18 mesi o il secondo periodo da 12 mesi;
  • completare rapidamente gli eventuali adempimenti richiesti dall’INPS o dai servizi sociali;
  • monitorare lo stato della pratica nell’area personale del sito INPS.

Seguire questi passaggi permette di ridurre il rischio di rallentamenti nella lavorazione della domanda e nell’accredito delle mensilità spettanti.