Il rinnovo del CCNL dell’Area Istruzione e Ricerca 2022-2024 è finalmente definitivo. Dopo circa tre mesi dalla firma dell’ipotesi di accordo, il 6 agosto 2026 è arrivata la sottoscrizione conclusiva che rende operative tutte le novità del contratto, sia sul piano economico sia su quello normativo. Dal giorno successivo alla firma decorrono gli effetti previsti dal nuovo testo.
Aumenti: come leggere le cifre del nuovo contratto
Sul fronte economico il contratto prevede un aumento dello stipendio tabellare annuo lordo di 2.990 euro, che passa da 47.015,73 euro a 50.005,73 euro. A questo si aggiunge un incremento della retribuzione di posizione – parte fissa pari a 1.170 euro lordi annui, che sale da 13.345,11 euro a 14.515,11 euro.
La somma dei due incrementi è pari a 4.160 euro lordi annui, ma è importante chiarire che non si tratta dell’aumento effettivamente percepito in più dai dirigenti scolastici. I 2.990 euro dello stipendio tabellare comprendono infatti anche le anticipazioni contrattuali già corrisposte negli anni 2022 e 2023.
Per questo motivo il contratto specifica che, al netto delle somme già anticipate, l’incremento economico effettivo derivante dallo stipendio tabellare e dalla retribuzione di posizione parte fissa è pari a 185,27 euro lordi al mese.
Le principali novità normative
Tra le modifiche più importanti figura quella sul periodo di prova. Se il dirigente non riesce a svolgere almeno sei mesi di servizio effettivo nell’anno di assunzione per malattia o altre cause previste dalla legge, potranno essere conteggiati anche i periodi di servizio prestati nell’anno scolastico precedente.
Cambiano anche le regole sulle ferie. Quando esigenze di servizio o motivi personali impediscono di usufruirne durante l’anno scolastico, sarà possibile utilizzarle entro la fine dell’anno scolastico successivo, con un termine più ampio rispetto alla disciplina precedente.
Più favorevole anche la disciplina dei permessi per lutto: i tre giorni spettanti potranno essere fruiti, anche non consecutivamente, entro 15 giorni lavorativi dal decesso del familiare, anziché entro sette giorni.
Mobilità e Fondo Unico Nazionale
Il nuovo contratto aumenta dal 60% all’80% la quota di posti vacanti riservata ogni anno alla mobilità interregionale dei dirigenti scolastici.
Sul piano delle risorse viene inoltre rafforzato il Fondo Unico Nazionale (FUN), incrementato stabilmente di 11 milioni di euro dal 2024, di cui oltre 8,8 milioni destinati all’aumento della retribuzione di posizione parte fissa. Dal 1° gennaio 2025 il Fondo crescerà ulteriormente di 1,28 milioni di euro annui, pari allo 0,22% del monte salari 2021.
Con la firma definitiva si chiude così il rinnovo del triennio 2022-2024. I sindacati chiedono ora l’avvio immediato delle trattative per il contratto 2025-2027, con l’obiettivo di recuperare il ritardo accumulato e affrontare questioni ancora aperte, come l’equiparazione retributiva della dirigenza scolastica alle altre dirigenze pubbliche e una mobilità interregionale senza limiti percentuali.




