Si completa un altro tassello della stagione dei rinnovi contrattuali dei metalmeccanici. Confimi Industria Meccanica e Fim Cisl hanno sottoscritto il nuovo CCNL, che resterà in vigore fino al 31 dicembre 2028 e interessa circa 36 mila lavoratori in tutta Italia.
In termini numerici si tratta del contratto meno applicato tra i principali CCNL dell’area industriale metalmeccanica. Il confronto è particolarmente evidente con il CCNL Unionmeccanica-Confapi (dalla cui uscita si è formata – anni fa – Confimi), che riguarda poco più di 400 mila lavoratori. Proprio quest’ultimo era stato rinnovato all’inizio di giugno 2026 da Unionmeccanica Confapi e Fim, Fiom e Uilm.
Con l’accordo Confimi, però, anche sul fronte salariale si consolida un sostanziale allineamento degli aumenti previsti dai diversi CCNL industriali della metalmeccanica.
Aumenti fino a 200 euro per i metalmeccanici Confimi
Il punto centrale dell’intesa è naturalmente quello economico. Prendendo come riferimento il 5° livello (operaio qualificato), per il biennio 2027-2028 sono stati concordati ulteriori 100 euro mensili, pari al 4,44% per un aumento complessivo di 200 euro nel quadriennio.
Sommando questi importi agli adeguamenti già stabiliti con l’accordo del 28 ottobre 2025, l’incremento complessivo nel quadriennio 2025-2028 arriva a 200 euro al mese, pari al 9,30%.
Il montante salariale indicato dalla Fim Cisl raggiunge così 5.454,85 euro lorde.
Gli aumenti vengono quindi fissati su livelli che avvicinano il trattamento economico Confimi a quello definito negli altri rinnovi dell’industria metalmeccanica. A protezione dei salari viene inoltre confermata una clausola di salvaguardia collegata all’IPCA-NEI, destinata a intervenire in presenza di eventuali scostamenti dell’inflazione.
Welfare a 250 euro e meno ore per chi lavora su turni
Il rinnovo non riguarda soltanto le buste paga. Il valore del welfare contrattuale viene portato a 250 euro (dai 200 euro precedenti), mentre per i lavoratori impiegati su almeno 15 turni viene riconosciuta una riduzione dell’orario di 4 ore.
Vengono rafforzate anche le garanzie per i dipendenti con patologie oncologiche e disabilità.
Sul versante della sicurezza, i lavoratori potranno segnalare agli RLS e ai rappresentanti aziendali sia le situazioni pericolose sia i cosiddetti “quasi infortuni”, così da intervenire sui rischi prima che si trasformino in incidenti.
Più garanzie per precari e lavoratori degli appalti
Novità importanti arrivano anche per il lavoro non stabile. Nello staff leasing viene introdotto il diritto all’assunzione dopo 48 mesi.
Per i contratti a termine vengono definite le causali che permettono di arrivare fino a 24 mesi, accompagnate dalla previsione della stabilizzazione del 20% dei contratti attivati.
Cambiano anche le regole sugli appalti: nelle aziende con più di 400 dipendenti dovranno essere fornite alle RSU informazioni sulle imprese appaltatrici, sui cambi di appalto e sugli affidamenti di lunga durata.
Completa il rinnovo la riforma dell’inquadramento professionale, pensata per adeguare livelli e competenze ai cambiamenti tecnologici e organizzativi delle imprese.
Il risultato è quindi un CCNL che, pur restando quello con la platea più contenuta tra i principali contratti industriali metalmeccanici, prova a ridurre le distanze sul piano economico e normativo: 36 mila lavoratori Confimi contro gli oltre 400 mila coperti dal CCNL Unionmeccanica-Confapi, ma aumenti salariali ormai impostati sulla stessa traiettoria degli altri rinnovi del settore.




