Metalmeccanici, a Settembre Si Decide sui Permessi: Fino a 56 Ore Può Programmarle l’Azienda

Settembre diventa un mese importante anche per i permessi dei metalmeccanici dell’industria. Il nuovo CCNL consente all’azienda di programmare collettivamente fino a 7 PAR da 8 ore, pari a 56 ore retribuite.

Prima serve il confronto con la RSU, che il contratto colloca di norma proprio entro settembre.

Per il lavoratore cambia soprattutto un aspetto: quanta parte dei permessi resterà nella sua disponibilità individuale e quanta entrerà invece nella programmazione aziendale.

Cosa sono i PAR dei metalmeccanici

PAR significa Permessi Annui Retribuiti. Sono ore durante le quali il dipendente può assentarsi dal lavoro continuando a ricevere la normale retribuzione.

Per la generalità dei lavoratori full time con orario di 40 ore settimanali, il contratto riconosce 13 PAR da 8 ore, per un totale di 104 ore all’anno.

Di queste, 72 ore derivano dalla riduzione dell’orario di lavoro e 32 sostituiscono alcune festività abolite.

I PAR non sono ferie aggiuntive. Rappresentano un monte ore autonomo che il dipendente utilizza secondo le regole fissate dal contratto.

Con il nuovo CCNL fino a 7 PAR possono diventare collettivi

La novità arriva dal CCNL per l’industria metalmeccanica privata e l’installazione di impianti, rinnovato il 22 novembre 2025 da Federmeccanica e Assistal con Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil.

Il rinnovo porta da 5 a 7 il numero massimo di PAR che l’azienda può destinare alla fruizione collettiva.

In termini pratici significa fino a 56 ore retribuite.

L’impresa può programmare questi permessi per tutta l’azienda, per singoli reparti oppure per determinati gruppi di lavoratori.

Perché settembre conta

Prima di programmare i PAR collettivi, azienda e RSU devono svolgere un esame congiunto, che il CCNL colloca di norma entro settembre di ogni anno.

L’azienda non deve necessariamente utilizzare tutti e 7 i permessi.

Se ne programma solo una parte, i PAR non utilizzati collettivamente si aggiungono alla quota che resta nella disponibilità individuale del lavoratore.

È questo il passaggio più importante per chi lavora.

Permessi individuali e collettivi, cosa cambia

Con un PAR individuale, il dipendente presenta la richiesta e sceglie quando utilizzare le ore, rispettando preavviso e regole aziendali.

Con il PAR collettivo, invece, l’azienda stabilisce quando utilizzare quelle ore per il gruppo interessato, per esempio durante una fermata produttiva o una giornata con attività ridotta.

Il nuovo CCNL riduce inoltre a 7 giorni il preavviso ordinario per chiedere i PAR individuali.

Per chi non lavora su turni avvicendati, il contratto consente anche la fruizione in gruppi di 2 ore, salvo diverse regole aziendali e compatibilmente con le esigenze organizzative.

Qual è il vantaggio per il lavoratore

Più PAR restano individuali, maggiore è il margine del dipendente per organizzare il proprio tempo.

Le ore possono servire per esigenze familiari, appuntamenti, impegni personali o per distribuire meglio i periodi di riposo durante l’anno.

La fruizione collettiva offre invece più prevedibilità sulle giornate di fermata e permette all’azienda di organizzare la produzione.

Il nuovo sistema prova quindi a bilanciare flessibilità per il lavoratore e organizzazione per l’impresa.

Cosa controllare da settembre

Dopo il rientro dalle ferie, chi lavora in un’azienda che applica il CCNL Federmeccanica-Assistal può controllare le comunicazioni aziendali o rivolgersi alla RSU per capire quanti PAR entreranno nella programmazione collettiva.

Il tetto massimo arriva a 7 permessi da 8 ore, cioè 56 ore nel caso ordinario.

La parte che l’azienda non utilizza collettivamente si aggiunge ai permessi individuali.

Per questo settembre può incidere concretamente su quanta parte del monte ore retribuito il metalmeccanico potrà gestire direttamente durante l’anno.