Rinunci alla NASpI per Metterti in Proprio: INPS Versa Subito il 70%

Cambiano le regole della NASpI anticipata, l’incentivo che consente ai disoccupati di ottenere in anticipo l’indennità spettante per avviare un’attività autonoma o un’impresa. Dal 1° gennaio 2026 l’importo non viene più liquidato interamente in un’unica soluzione: il pagamento viene suddiviso in due tranche, una del 70% e una del restante 30%.

La novità è stata introdotta dalla legge di Bilancio 2026, che ha modificato l’articolo 8 del decreto legislativo 22/2015, ed è stata recepita dall’INPS con il messaggio n. 1215 del 7 aprile 2026.

NASpI anticipata, subito viene pagato il 70%

Il nuovo meccanismo interessa le domande di anticipazione presentate dal 1° gennaio 2026.

Al momento della liquidazione della richiesta, l’INPS eroga una prima rata pari al 70% dell’intera NASpI anticipata spettante. Il restante 30% viene invece trattenuto temporaneamente dall’Istituto.

La seconda rata del 30% viene corrisposta alla conclusione del periodo teorico per il quale sarebbe spettata la NASpI mensile e, in ogni caso, entro sei mesi dalla domanda di anticipazione.

Prima di procedere al secondo versamento, tuttavia, l’INPS effettua alcuni controlli.

Nuovo lavoro dipendente: si rischia di restituire anche il 70%

Il secondo pagamento è subordinato alla verifica che il beneficiario non abbia nel frattempo iniziato un nuovo rapporto di lavoro subordinato e non sia diventato titolare di una pensione diretta.

La conseguenza più importante riguarda proprio chi torna a lavorare come dipendente. Non si perde soltanto il diritto al 30% ancora da ricevere: l’INPS chiarisce che il beneficiario può essere chiamato a restituire anche la prima rata del 70% già incassata.

Rimane una specifica eccezione per chi utilizza l’anticipazione NASpI per sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale instaura successivamente un rapporto di lavoro subordinato.

Cosa succede con l’assegno ordinario di invalidità

Un trattamento particolare riguarda l’assegno ordinario di invalidità, che costituisce un’eccezione rispetto alle altre pensioni dirette.

Chi ne ha diritto deve infatti scegliere tra le due prestazioni. Se opta per la NASpI anticipata, l’assegno ordinario di invalidità viene sospeso.

La riforma cambia quindi sensibilmente l’incentivo all’autoimprenditorialità: dal 2026 chi chiede l’anticipo deve considerare che il 30% rimane temporaneamente nelle mani dell’INPS e che un ritorno al lavoro dipendente può comportare persino il recupero delle somme già ricevute.