Il dibattito sul rinvio dell’apertura delle scuole a causa del caldo non è piĂą soltanto fatto di petizioni e richieste. Dopo le iniziative partite nei giorni scorsi da sindaci, docenti e organizzazioni sindacali, sono arrivati i primi provvedimenti concreti che modificano la data della prima campanella.
Il caso piĂą significativo arriva dalla Sicilia, mentre anche in Puglia un’ordinanza interviene sulle date precedentemente stabilite da alcuni istituti. Nel Lazio alcuni comuni monitorato attentamente la situazione. E dal Governo arriva ora una prima apertura sulla possibilitĂ di adottare interventi contro il caldo.
A Rosolini scuola rinviata al 21 settembre
A Rosolini, in provincia di Siracusa, il sindaco Giovanni Spadola ha disposto la chiusura di tutti i plessi scolastici, dall’infanzia alle superiori, dal 15 al 18 settembre.
Il calendario siciliano fissa l’avvio delle lezioni al 15 settembre, ma a Rosolini gli studenti entreranno effettivamente in classe lunedì 21 settembre. Tra le motivazioni dell’ordinanza figurano l’eccezionale ondata di caldo, l’assenza di adeguati sistemi di climatizzazione e la necessitĂ di effettuare interventi straordinari di disinfestazione e derattizzazione.
La Regione, tuttavia, non intende seguire questa strada a livello generale. L’assessore siciliano all’Istruzione Mimmo Turano ha escluso uno spostamento del calendario regionale. (RaiNews)
San Severo: dall’8 e 10 settembre al 14
Una situazione diversa si registra a San Severo, in Puglia. Qui il commissario straordinario Francesco Cappetta ha stabilito che tutte le scuole dell’infanzia, primarie e medie inizino il 14 settembre.
Non tutte, però, subiscono un rinvio. Tre istituti avevano scelto di anticipare l’apertura: il Palmieri-San Giovanni Bosco sarebbe partito l’8 settembre, mentre Zannotti-Fraccacreta e De Amicis avevano fissato l’inizio al 10 settembre. Per loro la partenza slitta quindi rispettivamente di sei e quattro giorni. Gli altri istituti avevano giĂ stabilito il 14 settembre.
Alla base della decisione ci sono temperature previste tra 33 e 38 gradi, scuole prive di condizionamento o con isolamento insufficiente e un livello di rischio Worklimate indicato come “Alto-Emergenza”.
Le richieste di rinvio continuano
Le ordinanze arrivano mentre in diverse parti d’Italia continua la mobilitazione. In Puglia, per esempio, il sindaco di Gallipoli Flavio Fasano ha chiesto di valutare un posticipo nei giorni caratterizzati dal picco dell’ondata di calore. Iniziative analoghe erano giĂ arrivate da altri amministratori pugliesi.
Il problema resta soprattutto quello degli edifici scolastici senza climatizzazione, con temperature elevate previste anche durante le prime settimane di lezione.
Nel Lazio quattro sindaci chiedono di posticipare il rientro
Anche nel Lazio si è aperto il fronte del rinvio. Nel Frusinate i sindaci di Aquino, Castrocielo, Colle San Magno e Roccasecca hanno chiesto alle scuole del territorio di valutare lo spostamento dell’inizio delle lezioni al 14 settembre, soprattutto negli edifici privi di adeguati sistemi di climatizzazione.
A differenza di Rosolini, però, non c’è ancora un’ordinanza che imponga il rinvio: la proposta deve essere valutata dalle istituzioni scolastiche nell’ambito della loro autonomia. L’iniziativa nasce dalle preoccupazioni per le temperature elevate previste nei primi giorni di settembre e per le condizioni delle aule durante le ore piĂą calde.
Tajani: il Governo valuta un intervento
La novitĂ politica arriva infine dal vicepremier Antonio Tajani. Intervenendo a Cernobbio il 4 settembre, il ministro ha spiegato che il Governo sta valutando se adottare qualche intervento per le scuole, riferendo di averne parlato anche con alcuni parlamentari.
Non è ancora una decisione sul calendario scolastico nazionale, ma rappresenta un’apertura mentre, a livello locale, i primi rinvii sono giĂ diventati realtĂ .




