Il taglio dei prezzi dei carburanti arriva anche per chi lavora nei campi e in mare. Eni ha annunciato una riduzione del 20% sul prezzo al netto dell’IVA di benzina e gasolio destinati alle attività agricole e alla pesca.
L’iniziativa interessa i carburanti utilizzati per trattori, macchinari e impianti agricoli, oltre ai motopescherecci, e si aggiunge agli interventi già avviati dalla compagnia per contenere il costo dei rifornimenti.
Per le imprese dei due settori, il carburante rappresenta una spesa difficilmente comprimibile: serve per lavorare i terreni, far funzionare le attrezzature e consentire alle imbarcazioni di svolgere l’attività.
Sconto del 20%: come viene calcolato
La riduzione indicata da Eni riguarda il prezzo prima dell’applicazione dell’IVA. Non bisogna quindi confondere il valore al netto dell’imposta con il prezzo finale del rifornimento.
Per capire il calcolo, se il prezzo iniziale senza IVA fosse pari a un euro al litro, lo sconto del 20% lo porterebbe a 80 centesimi. Sul valore scontato andrebbe poi applicata l’IVA prevista.
Si tratta di un’agevolazione specifica per agricoltura e pesca, distinta dai prezzi massimi introdotti per i normali rifornimenti degli automobilisti.
Fino a quando dura l’agevolazione
Secondo l’annuncio riportato, benzina e gasolio destinati a questi impieghi vengono commercializzati nelle stazioni Enilive con il prezzo ridotto fino al 31 ottobre.
La scadenza potrebbe essere spostata fino alla fine dell’anno, ma la proroga non è già garantita: dipenderà dall’andamento del mercato e dalla disponibilità dei prodotti.
Il sostegno consente dunque alle imprese interessate di alleggerire nell’immediato una componente importante delle spese, mentre resta da capire se la misura proseguirà anche nei mesi successivi.
Le associazioni chiedono interventi più duraturi
Le organizzazioni dei settori coinvolti hanno accolto positivamente l’iniziativa. Confcooperative ricorda che la pesca utilizza circa 500 milioni di litri di gasolio all’anno e che il carburante pesa per oltre il 60% sui costi di gestione.
Confagricoltura auspica che altre compagnie seguano l’esempio di Eni. La Cia chiede misure strutturali contro il caro prezzi, mentre Legacoop Agroalimentare sollecita continuità nel sostegno: i costi energetici restano centrali per la competitività delle cooperative e delle filiere agroalimentari, che devono programmare lavorazioni e attività anche oltre la durata dello sconto.




