Per 6000 famiglie che ricevono l’Assegno di inclusione arriva un appuntamento da conoscere: un’intervista sulle condizioni di vita e sui percorsi di inserimento sociale e lavorativo. Il Ministero del Lavoro ha selezionato casualmente i nuclei coinvolti nel progetto di valutazione controfattuale dell’ADI.
Attenzione alle comunicazioni ricevute: l’indagine prevede un obbligo di risposta, ma con eccezioni e garanzie precise. Il Ministero chiarisce infatti che non sono previste sanzioni per la mancata partecipazione e che intervista e risposte non incidono sul beneficio.
Chi contatta le famiglie e cosa viene chiesto
A effettuare la rilevazione è IZI S.p.A., incaricata dal Ministero. Un operatore propone un appuntamento per l’intervista, da svolgere al domicilio della famiglia oppure in un altro luogo concordato.
Le domande riguardano abitazione, esperienze lavorative, formazione, spese familiari, salute e vita quotidiana. Possono essere coinvolti il titolare dell’assegno e alcuni componenti del nucleo.
L’obiettivo è capire quanto funzionino i servizi collegati all’ADI. Il progetto confronta infatti gli effetti del solo sostegno economico con quelli dei percorsi di accompagnamento, valutando anche il ruolo degli obblighi di partecipazione.
Obbligo di risposta: attenzione alle eccezioni
La rilevazione rientra nel Programma Statistico Nazionale ed è soggetta all’obbligo di risposta. Questo, però, non riguarda le domande sulle categorie particolari di dati personali: l’intervistatore deve indicarle e ciascun partecipante può scegliere liberamente se rispondere.
Le informazioni saranno utilizzate esclusivamente per la ricerca, con analisi anonime e trattamento riservato. Non è quindi corretto presentare il questionario come un controllo che comporta automaticamente la sospensione della ricarica.
Tre gruppi con percorsi differenti
Le famiglie selezionate sono suddivise nei gruppi T1, T2 e C. Nel T2 resta il percorso ordinario dell’ADI, con gli obblighi previsti dalla misura.
Nel T1 rimangono la presentazione ai servizi sociali entro 120 giorni e il completamento dell’analisi multidimensionale. Successivamente, il mancato rispetto degli impegni del percorso non determina la perdita del beneficio.
Il gruppo C riceve invece il sostegno economico senza partecipare ai percorsi di accompagnamento previsti dalla sperimentazione. Per tutti resta necessario possedere i requisiti dell’ADI.
Il progetto precede ottobre 2026
Non si tratta di una misura nata questo mese: le linee operative risalgono al 2024. Il Ministero richiama inoltre la nota del 2 settembre 2026 sull’avvio della rilevazione tramite questionario. L’iniziativa serve a misurare l’efficacia delle politiche di inclusione e a orientare eventuali miglioramenti dei servizi offerti alle famiglie.




