I tempi della fumata bianca risentono ancora delle fibrillazioni interne alla maggioranza su alcuni passaggi fondamentali del provvedimento da 55 miliardi, primo fra tutti quello che riguarda la regolarizzazione dei braccianti agricoli. "Il testo ora è migliorato ma non è stato ancora raggiunta l’intesa" hanno detto in tarda serata fonti M5s, a testimonianza del fatto che la quadra non sia ancora stata trovata. Il provvedimento, però, ha già molte certezze: ecco quali
L'articolo Dl Rilancio, 16mila insegnanti da stabilizzare a settembre. Irap e migranti: si tratta ancora. E i sindaci delle grandi città turistiche protestano proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dopo il valzer delle ordinanze, con la decisione del Tar che ha 'bocciato' quella che consentiva la riapertura di bar, ristoranti, agriturismo e pasticcerie per il solo servizio ai tavoli all'aperto, la governatrice della Regione Calabria, Jole Santelli, in vista del 18 maggio, ed in attesa del confronto con il Governo e dei protocolli di sicurezza dell'Inail, si prepara ad aprire tutto.
Forte dei numeri del contagio, che ormai da giorni fanno segnare pochissimi casi positivi al coronavirus (da 0 ad un massimo di 5-7), e della assenza di "zone rosse" (passate da 15 a 0), l'obiettivo principale nella "Cittadella regionale" a Germaneto di Catanzaro è quello di puntare sulla ripartenza economica e sociale in una terra che da due mesi sta pagando un prezzo altissimo a causa del blocco dovuto dall'emergenza sanitaria.
“Il 18 riapriremo tutto, almeno nelle regioni che possono farlo”, ha ribadito ieri in tv, a "Non è l'Arena" Jole Santelli. Tornando sull'ordinanza regionale bloccata dal Tar Calabria ha aggiunto: “Mi dispiace molto perché in questi giorni la gente, a poco a poco, aveva iniziato ad uscire anche se con molta cautela. Ho l'impressione che siamo entrati in una caverna, ci siamo abituati al buio ed ora abbiamo paura della luce. Siamo terrorizzati di riprendere una vita che dobbiamo riprendere per forza”. Dal punto di vista dell'economia ha poi concluso: “Noi siamo un'economia depressa, dobbiamo dare una speranza alle persone”.
Ed è proprio l'economia la fonte di maggiore preoccupazione. Con la stagione estiva in arrivo, e il settore praticamente fermo in attesa di indicazioni, sono diversi i settori che rischiano di 'saltare'. Da giorni ristoratori e baristi sono sul piede di guerra, soprattutto a Cosenza, e lamentano in particolare la mancanza di regole chiare. E poi c'è il settore agricolo, di vitale importanza in Calabria, che sta attraversando un crisi profonda dalla quale sarà davvero difficile risalire.
Sibilia: non diremo mai sì a un condono penale per i datori di lavoro che si autodenunciano. Già in nottata Crimi aveva detto: «No a una sanatoria mascherata»
Il 16 aprile 2020, Confindustria Marmomacchine, Anepla e Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, si sono incontrate in modalità telematica per stabilire orientamenti comuni in merito alle misure da adottare negli ambienti di lavoro, nella prospettiva di coniugare la ripresa delle attività produttive del settore industriale dell’escavazione e lavorazione marmo, pietre ornamentali, lapidei e affini, con la fondamentale necessità di garantire ai lavoratori adeguati livelli di protezione, sicurezza e serenità lavorativa. Con la presente intesa, le parti intendono rafforzare la divulgazione, tra le imprese e i lavoratori; di come il COVID-19 rappresenti un rischio biologico generico, per il quale occorre adottare misure uguali per tutta la popolazione aziendale. Il presente protocollo contiene, quindi, misure che seguono la logica della precauzione, seguono e attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria. E’ essenziale la cura dei comportamenti positivi dei singoli addetti che potranno essere indirizzati mediante un’intensificazione della cartellonistica informativa e con altri idonei strumenti nonché con rinnovata responsabilizzazione dei RLS, RSU, RSA e RLST e OO.SS. territoriali.
Il 10 aprile scorso, Confindustria Ceramica e Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil si sono incontrate in modalità telematica per assumere orientamenti comuni sulle misure da adottare negli ambienti di lavoro, attraverso la realizzazione di un protocollo congiunto, nella prospettiva di coniugare la ripresa delle attività produttive con la fondamentale necessità di garantire adeguati livelli di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori. Con la presente intesa, le parti intendono rafforzare ulteriormente il valore e la diffusione tra le imprese e i lavoratori del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro promosso dal Governo.
L'impasse sul Decreto Rilancio sembra superatra. "Abbiamo sciolto tutti i nodi politici e di assetto di questo decreto così imponente, tra poco ci sarà il preconsiglio" per esaminare il testo che "è molto consistente e bisogna evitare errori nelle norme, poi potremo procedere ad approvare questo decreto molto atteso", annuncia il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ospite del Tg5. "Non ci sono state querelle politiche ma semplicemente la ricerca delle soluzioni migliori, ci sarà la regolarizzazione di colf, badanti e lavoratori agricoli che è necessaria e giusta perché c'è carenza di manodopera, e aiuterà anche a far emergere lavoro nero", ha aggiunto.
Il ministro ha poi spiegato alcune delle misure principali contenuti all'interno del decreto. "Elimineremo il saldo-acconto Irap dovuto a giugno per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato per alleviare la loro situazione in un momento così difficile e aiutarle a ripartire". Nel decreto rilancio "daremo dei contributi a fondo perduto a tutte le imprese piccole che hanno avuto delle perdite, saranno contributi erogati dall' Agenzia delle Entrate" ha aggiunto.
Poi la questione della ripartenza delle scuole: "Abbiamo lavorato nelle ultime ore per mettere la scuola nelle condizioni di ripartire, ci saranno 16 mila stabilizzazioni aggiuntive di insegnanti in modo da avere complessivamente 32 mila nuovi insegnanti a settembre".
Nel decreto rilancio, inoltre, "ci sarà questo contributo fino a 1.200 euro non solo per la babysitter ma che potrà essere usato anche per i centri estivi per aiutare le famiglie".
"Le risorse per il ristoro a fondo perduto saranno erogate dall'Agenzia delle Entrate, contiamo che possano arrivare già ai primi di giugno", ha detto ancora il ministro, "il contributo di 600 euro per gli autonomi sarà dato in automatico, in poche ore o pochi giorni, spero 24-48 ore massimo i bonifici arriveranno automaticamente a tutti quelli che già hanno avuto i 600 euro, poi ci sarà una terza erogazione che arriverà a 1.000 euro che arriverà il mese successivo".
Sono ancora molti i nodi da sciogliere che ostacolano l'atteso via libera all'ex decreto aprile, ora ribattezzato dl rilancio. E nonostante i propositi difficilmente il provvedimento potrà approdare in Consiglio dei ministri stasera. Tanto che la riunione preparatoria, prevista inizialmente stamattina, poi slittata alle 14, è stata spostata alle 18.
Le distanze all'interno della maggioranza restano ampie e su diversi fronti, a partire dalla regolarizzazione dei migranti. Ieri notte il compromesso sembrava raggiunto con il via libera alla sanatoria dei lavoratori irregolari per agricoltori, colf e badanti subordinando i permessi temporanei previsti per sei mesi a un rigido controllo dell'Ispettorato del lavoro. E con la condizione che la regolarizzazione fosse accompagnata dalla garanzia di uno scudo legale per il datore di lavoro e che la platea fosse limitata a chi ha un permesso di soggiorno scaduto dall'ottobre 2019.
Perché M5s dice no
Ma i 5 Stelle continuano a sollevare obiezioni e la mediazione non è gradita da chi nel Movimento si oppone a qualsiasi tipo di sanatoria. "Sul tema dei lavoratori stagionali, rimaniamo fortemente contrari rispetto a qualunque intervento che si configuri come una regolarizzazione indiscriminata. Non riteniamo questa una soluzione che possa rispondere alle reali esigenze nostre aziende del settore agroalimentare. Confermiamo il nostro principio di partenza: il permesso di soggiorno deve essere legato ad un contratto di lavoro, non viceversa", si legge in una nota M5s, "resta poi confermato il nostro fermo 'no' rispetto a qualunque ipotesi di sanatoria sui reati commessi".
Fonti parlamentari del Pd fanno trapelare lo stupore per la presa di posizione del Movimento 5 stelle. "Pensavamo - osservano le stesse fonti - che fosse stato raggiunto un accordo coerente. Non si capisce qual è il punto di sofferenza".
Le divergenze su Irap e turismo
Altro tema spinoso il taglio dell'Irap, fortemente richiesto da Confindustria. Un primo segnale di risposta alle istanze del mondo degli industriali era arrivato ieri sera dal ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che aveva annunciato l'eliminazione del saldo e acconto di giugno, ma già stamattina il viceministro Misiani ha corretto parzialmente il tiro parlando di una riflessione in corso. Le imprese chiedono di più e Iv e M5s spingono per la cancellazione generalizzata della rata, un intervento che richiederebbe più risorse di quelle disponibili. Italia Viva è tornata a ribadire che bisogna aiutare le aziende a ripartire senza entrare nei cda.
Un altro fronte aperto è quello del turismo. Ai renziani non piace il tax credit fino a 500 euro per le vacanze destinato alle famiglie a basso reddito e hanno chiesto di modificare l'impianto della misura.
Ad alzare il tiro è stata Maria Elena Boschi su Facebook: "Sono stata la prima a chiedere di istituire un bonus vacanze e giudico questa misura molto utile. Ma ieri abbiamo visto che il bonus è diventato un complicato meccanismo di credito di imposta che non garantisce risorse immediate alle imprese. Oltre ad essere limitato ad alcune famiglie e non per tutti. Considerato che le risorse sul turismo sono meno del previsto nel DL, credo sia giusto cambiare il bonus vacanze per renderlo più semplice e immediato". E se questo non è possibile Iv chiede di "destinare gli oltre 2 miliardi - almeno in parte - per misure che vadano alle imprese alberghiere direttamente. A cominciare da Imu e fondo perduto".
Anche sul Reddito di emergenza restano le divergenze: nonostante la formula di compromesso alla fine preveda una dote ridotta a circa 1 miliardo per il sussidio che sarà riconosciuto in due quote con una serie di paletti - quindi nessuna soluzione strutturale come richiesto dai 5 Stelle - i malumori dei renziani continuano a farsi sentire. E anche il capitolo delle risorse per la sanità e' ancora al centro del confronto.
Claudio Marenzi, al termine del suo mandato da presidente di Confindustria moda, indica il cammino da seguire. Senza di lui: «Nelle organizzazioni sane le persone devono cambiare». E invita i grandi imprenditori a svolgere un ruolo più attivo