A 50 anni dallo Statuto dei lavoratori, e nel pieno di un’emergenza che sta cambiando il lavoro di milioni di italiani, dunque, il Paese ha, forse per la prima volta, l’occasione di ripensare all’organizzazione stessa del lavoro in Italia. Il confronto tra la categoria dei Consulenti del Lavoro e il Ministero del Lavoro si è svolto in occasone dell’evento "Dallo Statuto dei Lavoratori allo Statuto dei Lavori: il passo non compiuto", promosso dai Consulenti del Lavoro per celebrare i 50 anni della legge n. 300 del 20 maggio 1970.
Nonostante le polemiche nate dalla richiesta della garanzia statale per l'emergenza coronavirus, il numero uno dell'ex Fiat non arretra sul maxi-dividendo previsto nell'intesa con la casa automobilistica francese. E sui 6,3 miliardi: "Il prestito è disegnato per aiutare il settore auto in Italia"
L'articolo Fca, Elkann tira dritto sul dividendo per la fusione con Psa: “I 5,5 miliardi? Gli accordi sono scritti nella pietra e vincolati” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Se un datore di lavoro applica i protocolli di sicurezza e le linee guida governative e regionali non è responsabile dell'eventuale contagio da Covid-19 di un dipendente. Lo chiarisce una circolare dell'Inail in cui si sottolinea anche che non esiste alcuna automatica correlazione tra il riconoscimento dell'infortunio e l'accertamento di una responsabilità civile o penale in capo al datore di lavoro.
II ministro del Lavoro Nunzia Catalfo inoltre assicura che il dl Cura Italia (nell'articolo 42 comma 2) non aggrava le responsabilità dei datori in caso di contagio, anzi si prevede l'esclusione di oneri a carico delle imprese in termini di aumento dei premi assicurativi. Ma per sgomberare il campo da qualsiasi fraintendimento su un tema così delicato Catalfo annuncia che è allo studio una norma per chiarire le responsabilità in caso di contagio mentre si sta lavorando.
Ecco i punti principali della circolare Inail:
No correlazione automatica tra riconoscimento infortunio e responsabilità civile e penale del datore di lavoro
Il riconoscimento dell'origine professionale del contagio non ha alcuna correlazione con i profili di responsabilità civile e penale del datore di lavoro nel contagio medesimo, che è ipotizzabile solo in caso di violazione della legge o di obblighi derivanti dalle conoscenze sperimentali o tecniche, che nel caso dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 si possono rinvenire nei protocolli e nelle linee guida governativi e regionali di cui all'articolo 1, comma 14 del dl 16 maggio 2020, n.33.
Contagio equiparato a malattia infettiva L'infezione da Sars-Cov-2, come accade per tutte le infezioni da agenti biologici se contratte in occasione di lavoro, è tutelata dall'Inail quale infortunio sul lavoro e ciò anche nella situazione eccezionale di pandemia causata da un diffuso rischio di contagio in tutta la popolazione.
Le patologie infettive (vale per il Covid-19, così come, per esempio, per l'epatite, la brucellosi, l'Aids e il tetano) contratte in occasione di lavoro sono da sempre, infatti, inquadrate e trattate come infortunio sul lavoro poiché la causa virulenta viene equiparata alla causa violenta propria dell'infortunio, anche quando i suoi effetti si manifestino dopo un certo tempo.
Non aumentano le tariffe assicurative
Gli oneri degli eventi infortunistici del contagio non incidono sull'oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico, ma sono posti carico della gestione assicurativa nel suo complesso, a tariffa immutata, e quindi non comportano maggiori oneri per le imprese.
L'Istituto riconosce la tutela assicurativa al lavoratore infortunato nel tragitto casa-lavoro e viceversa, ma al datore di lavoro non viene imputata alcuna conseguenza per l'evento infortunistico.
Indennità copre anche la quarantena
La norma del Cura Italia dispone che l'indennità per inabilità temporanea assoluta copre anche il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria (ovviamente sempre che il contagio sia riconducibile all'attività lavorativa), con la conseguente astensione dal lavoro.
Regresso l'attivazione dell'azione di regresso da parte dell'Istituto non può basarsi sul semplice riconoscimento dell'infezione da SarsCov-2. In assenza di una comprovata violazione delle misure di contenimento del rischio di contagio indicate dai provvedimenti governativi e regionali, sarebbe molto arduo ipotizzare e dimostrare la colpa del datore di lavoro.
Catalfo: allo studio norma per chiarire ancora
"Al fine di superare ogni perplessità e conferire piena certezza al quadro giuridico, comunico che è attualmente in fase di valutazione e studio un eventuale provvedimento normativo volto a chiarire che il rispetto integrale delle prescrizioni contenute nei protocolli o nelle linee guida di cui decreto-legge n. 33 del 2020 o nei protocolli o accordi di settore stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative nonché l'adozione e il mantenimento delle misure ivi previste costituiscono presunzione semplice dell'assolvimento dell'obbligo di cui all'art. 2087 del Codice civile ai fini della tutela contro il rischio di contagio da Covid-19", dice il ministro al question time alla Camera.
Una giornata di stop per i lavoratori e per i consumatori. Uno sciopero per far luce sulle condizioni di coloro che raccolgono la frutta e la verdura che arrivano nelle nostre case. E’ l’appello lanciato dal sindacato di base Usb e dal volto delle lotte per i diritti di chi si spacca la schiena nei […]
L'articolo Lavoratori stranieri, giovedì 21 maggio sciopero dei braccianti contro il dl Rilancio. Il sindacalista Soumahoro: ‘Non comprate frutta e verdura’ proviene da Il Fatto Quotidiano.
Responsabilità civile e penale del datore di lavoro: arrivano i chiarimenti dell’Istituto riguardo la tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da Coronavirus
Dal reddito di emergenza alle indennità per colf e badanti fino ai 600 euro per autonomi e liberi professionisti: ecco tutti i sostegni alternativi e quando sono tra loro compatibili
Allo studio del ministero del Lavoro una norma, aggiuntiva ai decreti per il Covid, per “chiarire i dubbi” sulle “responsabilità dei datori di lavoro” in caso di contagio da Covid. Ad annunciarlo in Aula, durante il Question time della Camera, la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Nunzia Catalfo. La ministra ha ribadito l’arrivo […]
L'articolo Coronavirus, Catalfo al question time annuncia: “Responsabilità datori lavoro? Allo studio norma per superare dubbi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
La circolare dell'Istituto di previdenza sociale: "Il riconoscimento dell’origine professionale del contagio si fonda su un giudizio di ragionevole probabilità ed è totalmente avulso da ogni valutazione in ordine alla imputabilità di eventuali comportamenti omissivi in capo al datore di lavoro che possano essere stati causa del contagio". La ministra del Lavoro: "Per conferire piena certezza al quadro giuridico studiamo un eventuale provvedimento normativo"
L'articolo Coronavirus, Inail chiarisce: “Datore di lavoro responsabile del contagio solo se ha violato obblighi”. Catalfo: “Allo studio norma ad hoc” proviene da Il Fatto Quotidiano.