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Agroalimentare. Sindacati: “Ccnl. Firmato accordo con Assalzoo, Assitol, Federvini e Italmopa”

Roma, 18 maggio 2020. Con la firma odierna di Assalzoo, Assitol, Federvini e Italmopa, tutte le tredici Associazioni stipulanti il contratto nazionale del settore hanno siglato accordi specifici con Fai, Flai e Uila per il rinnovo del Ccnl Industria alimentare. A queste, inoltre, si aggiunge UnaItalia che, pur non essendo al momento tra le sottoscrittrici del Ccnl, rappresenta le principali aziende avicole italiane. Dopo un intenso lavoro di confronto e di ricerca di soluzioni, cogliendo le specificità dei singoli comparti, Fai, Flai e Uila sono riuscite, quindi, a riavviare le trattative e ad assicurare agli oltre quattrocento mila lavoratori del settore la copertura normativa e la tutela del potere di acquisto per l’intero 2020. I nuovi minimi definiti, infatti, costituiscono parte integrante del contratto collettivo nazionale dell’industria alimentare e rappresentano, quindi, la modalità per anticipare parte degli aumenti retributivi che saranno stabiliti nel negoziato per il rinnovo del Ccnl. Tutte le aziende dell’industria alimentare sono, di conseguenza, tenute a corrispondere ai propri lavoratori gli aumenti retributivi concordati e a dare applicazione alle previsioni normative previste in questi accordi. Se questa prima fase può ritenersi conclusa e pertanto viene sospesa la mobilitazione messa in questa fase in campo, continua da parte delle Organizzazioni Sindacali il lavoro per rinnovare l’intero contratto collettivo nazionale dell’industria alimentare scaduto ormai da oltre 5 mesi. In quest’ottica, Fai, Flai e Uila invieranno, a breve, a tutte le Associazioni con le quali hanno già sottoscritto l’accordo per il rinnovo del Ccnl, una collazione di testi sui quali le Parti avevano già trovato soluzioni condivise nel corso degli otto mesi di trattativa. È quella, infatti, la base sulla quale incardinare la ripresa del negoziato che dovrà, poi, affrontare sia gli ulteriori temi legati alla piattaforma sindacale sia le nuove esigenze dovute alla straordinaria situazione venutasi a creare in seguito all’emergenza Covid-19.

Ex Ilva. Fim-Fiom-Uilm: serve incontro urgente

Lettera Ministro dello sviluppo economico, Dott. Stefano Patuanelli al Ministro del Lavoro Dott.ssa Nunzia Catalfo e p.c. Amministratore delegato e PresidenteArcelor Mittal Dott.ssa Lucia Morselli. Le tensioni di queste ore in merito alla drammatica situazione industriale ed alla gestione della Cassa Integrazione per Covid-19, in tutti gli stabilimenti di Arcelor Mittal Italia, la perdita salariale per i lavoratori in CIG, la riduzione al minimo della produzione di acciaio e la quasi totalità degli impianti fermi a valle del ciclo produttivo in tutti i siti italiani, il blocco degli investimenti per l’ambientalizzazione, lo stato di abbandono degli impianti, la mancanza di interlocuzione con ArcelorMittal, rendono necessario la convocazione di un incontro urgente. Tanto più in ragione del fatto che l’accordo intervenuto tra Governo e AMI il 4 marzo prevede la scadenza del 31 maggio per la definizione dell’accordo sul piano Industriale la conseguente attivazione della Cassa straordinaria (quella ordinaria scade il 30 giugno). Riteniamo quindi indispensabile la convocazione di un incontro con la presenza dei vertici di ArcelorMittal per conoscere e valutare l’effettivo stato della trattativa sugli assetti societari, sul piano industriale, occupazionale e ambientale, sulle strategie, sulle prospettive tecnologiche e industriali del gruppo. In attesa di un cortese riscontro inviamo distinti saluti. Le Segreterie nazionali Fim-Cisl Marco Bentivogli – Valerio D’Alò, Fiom-Cgil Francesca Re David – Gianni Venturi, Uilm-Uil Rocco Palombella – Guglielmo Gambardella

Smart working. Cgil, 8mln lavoratori coinvolti

Durante il lockdown si stimano siano stati più di 8 milioni i lavoratori e le lavoratrici, che hanno svolto la loro attività da remoto; prima dell'emergenza sanitaria erano 500mila. E' quanto emerge ...

Contagio da Covid-19 e origine professionale

Dal riconoscimento del contagio come infortunio sul lavoro non deriva automaticamente una responsabilità del datore di lavoro. Lo precisa l’Inail, in riferimento al dibattito in corso sui profili di ...

Anas. Fit-Cisl: “50 assunzioni per ponti, Mit chiarisca collocazione azienda”

Roma, 18 maggio 2020.  “Anas ha risposto parzialmente alla nostra proposta: saranno assunti 50 tecnici specializzati per monitorare la sicurezza della rete viaria. È un primo passo per rafforzare l’azienda”. Lo dichiara la Fit-Cisl a valle della videoconferenza odierna con l’Amministratore delegato di Anas Massimo Simonini.“I 50 esperti – prosegue la Federazione dei trasporti cislina – nell’ambito di una struttura organizzativa specifica, saranno esclusivamente dedicati a ispezioni e monitoraggi di ponti e viadotti e supporteranno i tecnici già addetti a tali funzioni.Circa la nostra richiesta sullo stato di avanzamento del ripristino del viadotto Himera, l’AD Simonini ha confermato che i lavori, che non si sono fermati nemmeno con il coronavirus, saranno terminati entro luglio quando Himera sarà aperto al traffico.Altro tema è il rientro delle strade sotto la gestione Anas: sono 7mila i chilometri in più negli ultimi due anni, che hanno portato la rete dell’azienda da 26mila agli attuali 33mila chilometri, ma i dipendenti sono rimasti gli stessi: 6mila. È evidente che sono necessarie nuove assunzioni. In merito l’AD, pur riconoscendo la necessità di nuove forze in organico, ha dichiarato di non avere risorse adeguate, per cui è necessario e urgente aprire un dialogo con il Ministero dei Trasporti. Tocca al Governo infatti chiarire se Anas è nella Pubblica amministrazione o meno e se è nel perimetro del gruppo Ferrovie dello Stato o no. Ma bisogna partire da un dato di fatto: la ripresa economica del Paese è direttamente proporzionale anche alla realizzazione e al mantenimento in efficienza delle infrastrutture viarie, per cui occorre che l’azienda abbia uomini e mezzi adeguati alla sfida”.

Mps. Colombani (Cisl): “Inizia una nuova era. Adesso più spazio al credito. Nominato il nuovo Cda”

Roma,  18 maggio 2020. “Con l’insediamento del nuovo consiglio d'amministrazione per il Monte dei Paschi di Siena deve iniziare una nuova storia: la crisi degli ultimi anni va messa definitivamente dietro le spalle”. A dichiararlo è il segretario generale di First Cisl Riccardo Colombani commentando le decisioni dell’assemblea dei soci che si è svolta oggi. “La pandemia ha modificato lo scenario di fondo rendendo impraticabile l'uscita del Tesoro dal capitale prevista nel 2021. Restare nell’azionariato rappresenta per lo Stato un’opportunità per orientare il nuovo corso della banca – sostiene Colombani – Per un rilancio effettivo va messo al centro il capitale umano: la svolta è possibile solo investendo sulle persone e sulla loro professionalità “. “È necessario che siano rimossi i vincoli imposti dalla Commissione Europea perché incoerenti con il nuovo contesto. Mps sta continuando a concedere credito con il freno a mano tirato. Anche nell'ultimo esercizio, infatti, i finanziamenti netti alla clientela per numero di dipendenti sono risultati inferiori a quelli dei competitor. Ci sono le condizioni per invertire la rotta, come dimostra l'elevato livello di patrimonializzazione, che beneficia anche dell'allentamento regolamentare deciso dalla Bce. Il surplus di patrimonio rispetto ai requisiti minimi (regime transitorio) del Cet1 Ratio, calcolato al termine del primo trimestre, è di circa 2, 8 miliardi su un totale di 8. Una cifra che, insieme alle garanzie fornite dallo Stato, consentirebbe di attivare un flusso imponente di finanziamenti. È ora che la banca  - conclude Colombani – esprima tutte le sue potenzialità: ne hanno bisogno sia i lavoratori, dopo tanti sacrifici, che l’economia del Paese”.    

Sangalli su consumi: rischio danni permanenti a economia

Sosteniamo il coraggio e la responsabilità delle imprese  

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