Redazione

19084 Articoli scritti

Articoli dell'autore

Smart working in emergenza? A rischio tutele e perimetro. L’intervista a Francesca Re David su Affari & Finanza di Repubblica

«Serve una legge chiara e più forte, insieme ad un sostanzioso intervento contrattuale». Francesca Re David è la leader della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici Cgil. Prevalentemente operai che lavorano in fabbrica, ma anche un universo di impiegati e tecnici coinvolti massicciamente dall'avvento dello smart working. «Ma attenzione a parlare di smart working- avverte la Red David - il vero lavoro agile è un'altra cosa e questo è il nodo...». Ci spieghi. «Sono anni che il sindacato si batte per lo smart working, cioè la possibilità su base volontaria di lavorare solo per alcuni giorni della settimana in luoghi diversi dalla sede dell'azienda, con regole e tutele ben chiare. Le imprese però hanno sempre resistito. Adesso improvvisamente, anche per le indiscutibili necessità dell'emergenza sanitaria, le stesse imprese hanno reso obbligatorio il lavoro da casa, decidendo chi ne ha diritto e chi no. Bypassando diritti e doveri». Quali? «Parità di salario, orario e garanzie; diritto alla disconnessione; copertura economica degli strumenti e dei costi del lavoro da remoto; tutele sindacali». Che rischi concreti intravede? «Se le imprese si abituano all'aumento della produttività in assenza di regole, i lavoratori rischiano di trasformarsi da dipendenti a finti-collaboratori. Il passaggio successivo potrebbe essere la riduzione del perimetro del lavoro, la creazione di esuberi. Ecco perché la nuova Confindustria di Bonomi dice "basta contratti collettivi, guardiamo prima di tutto al livello aziendale", puntando così a mani libere nella riorganizzazione del lavoro. Cosi però di fronte ad un'emergenza economica come questa si aggiunge ai poveri che già c'erano prima, una precarizzazione della classe media». Le donne rischiano di più nell'accelerazione del telelavoro? «Lavorare in case mediamente non grandi, gestendo contemporaneamente la famiglia, magari con figli che per l'emergenza sanitaria non vanno a scuola: ecco cosa rischiano le donne lavoratrici in assenza di regole e tutele. Un vero impazzimento». Ma non crede che lo smart working sia anche occasione di miglioramento delle condizioni lavorative? «Certo. Ma servono regole forti e chiare». Non basta la legge 81? «Ormai ci si è spinti molto più avanti rispetto al contesto che ha prodotto quelle norme. E non ci dimentichiamo che i luoghi di lavoro sono fondamentali anche per la socializzazione e per lo scambio di idee tra le persone. Ma al momento di forte e chiara c'è stata solo la voce di Confindustria, ascoltata molto bene dal governo: nel Decreto Rilancio è prevista una valanga di soldi pubblici per le imprese che, però, da metà agosto potranno ricominciare a licenziare e non avranno vincoli sulle attività all'estero».

«Con il prestito a Fca il governo potrà cogestirne il futuro»

Intervista tratta da ilmanifesto.it Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom con delega sull’automotive, Fca ha chiesto un prestito da 6,3 miliardi allo stato italiano. In serata l’azienda vi ha informato. Soddisfatti? Solo una breve conference call con poche informazioni. Invece tutto dovrebbe essere trasparente, anche la risposta del governo. Il decreto Liquidità è di oltre un mese fa (è uscito in Gazzetta Ufficiale l’8 aprile, ndr), la richiesta sia stata fatta da tempo. Noi chiediamo al governo di stabilire delle condizionalità stringenti per Fca: un piano industriale e occupazionale di lungo periodo. Sappiamo che il finanziamento prevede condizioni per un solo anno ma noi sappiamo che a novembre ci sarà la fusione con Psa – confermataci dall’azienda – e il rischio, con i problemi di mercato già esistenti acuiti dal Covid che ha già compromesso l’intero 2020, è che a pagare siano i lavoratori italiani, già provati da anni di cassa integrazione. Michele De Palma, segtretario nazionale Fiom La notizia ha fatto però molto scalpore, anche i giornali di destra si sono scatenati nelle critiche a Fca. La canea dei giornali di destra è indecente: se ne accorgono adesso che Fca è diventata non paga le tasse in Italia? Quando noi denunciammo che Fca se ne andava in Olanda passammo per reprobi. Ci vorrebbe un po’ di memoria di coerenza. Ieri il vicesegretario del Pd Andrea Orlando chiede che in cambio del prestito Fca riporti la sede in Italia. E’ anche la vostra posizione? Dove sia la sede fiscale è un tema del governo. A noi interessa condizionare il prestito al futuro degli stabilimenti italiani. Il governo ci convochi e chieda all’azienda un piano di lungo respiro. Certo, in questa situazione anche in vista della fusione con Psa che è in parte statale sarebbe giusto porre il tema del cambiamento della governance sul modello tedesco: capitale privato, capitale pubblico e sindacato come attore delle scelte strategiche. Lei crede davvero possibile che Fca diventi un modello di co-gestione con intervento pubblico nel capitale? Io dico che in Italia ragioniamo sempre per pezzettini e emergenze – Decreto Liquidità, decreto Crescita, ammortizzatori sociali – e mai in modo sistemico e guardando al futuro. Noi ci siamo stancati di essere convocati solo per gestire crisi aziendali e ammortizzatori: vogliamo discutere di innovazione, di nuovi prodotti, di micromobilità nelle città, di tecnologie sostenibili. Il mercato della mobilità va in questa direzione in tutto il mondo: non basta la 500 elettrica a Mirafiori (unico stabilimento con la Sevel di Atessa in cui si sta lavorando), serve l’ibrido, serve ragionare di nuovi prodotti. Questo finanziamento può essere l’occasione perché il governo faccia pressione su Fca per farlo. Nel frattempo però a dieci anni dalla rottura di Pomigliano voi con Fca avete firmato accordi e ora l’azienda vi ha riconosciuto ore per le assemblee sindacali anche se non siete firmatari del contratto. Siete cambiati più voi o è cambiata più Fca con l’addio di Marchionne? Non sono cambiati loro e non siamo cambiati noi. E’ cambiata la situazione in cui siamo entrambi. Nell’emergenza Covid siamo stati i primi a chiedere di fermare la produzione e poi come metalmeccanici siamo stati i primi firmare un accordo con una multinazionale stabilendo le condizioni di sicurezza per riaprire. Sono stati questi accordi che hanno portato al reciproco riconoscimento. Le linee guida sulla riapertura prevedono che la gestione della sicurezza sia demandata ai delegati di fabbrica: l’azienda coerentemente ci ha riconosciuto le ore di assemblea per poterlo fare. L’accordo scade a luglio, contiamo di rinnovarlo Per il rientro totale in Fca manca solo la firma del contratto aziendale… Il primo contratto che la Fiom vuole firmare è quello nazionale con Federmeccanica. Pensa che con Grolier, il responsabile Emea che ha firmato gli accordi con voi, Fca possa tornare in Federmeccanica? La domanda va posta all’azienda. Di certo le dichiarazioni del nuovo presidente di Confindustria Bonomi contro l’importanza dei contratti nazionali non favoriscono Federmeccanica. Soprattutto in un momento di emergenza i contratti nazionali sono fondamentali per uscire dalla crisi.  

FCA, Bentivogli e Apetino (Fim Cisl): “Ufficializzata richiesta prestito 6,3 miliardi”

Roma, 17 maggio 2020. Si è appena conclusa la call tra l’AdPietro Gorlier di Fca e i Segretari Generali di Fim Fiom Uilm Fismic, Ugl e Aqcf. Fca ci ha ufficializzato la notizia relativa al suo negoziato per ottenere prestito con Banca Intesa e Sace. Azienda ha richiesto accesso a misure previste da decreto liquidità dopo che si è azzerato per due mesi il fatturato. Nel decreto rilancio, azienda e organizzazioni sindacali sono rimasti delusi per la totale assenza di misure per sostegno al mercato dell’auto. Si quantificano circa 0€ su 55 miliardi.  L’11 maggio, tutto il sindacato italiano insieme ad Anfia, l’associazione dei costruttori di auto avevano richiesto, attraverso un documento congiunto, un sostegno per il rinnovo del parco auto verso veicoli meno inquinanti. Il Governo purtroppo ha confermato come linea di politica industriale il sostegno all’acquisto di monopattini e biciclette. In un momento in cui Francia e Germania stanno sostenendo con forza l’automotive riconoscendo il valore che rappresenta per le rispettive economie e l’occupazione.  A seguito anche di ciò Fca harichiesto accesso alle misure del decreto liquidità: ovvero ad un prestito a 3 anni, che andrà restituito. La finalità è dovuta allo stop totale delle 5.500 società della filiera(fornitori, concessionari, etc.) che hanno gran bisogno di liquidità e non riescono ad accedervi. Il prestito sarà per pagare fornitori e dare impatto immediato alla ripartenza. Il 40% del fatturato annuo della componentistica annua nazionale è fatta con Fca. L’azienda ha precisato che il prestito richiesto è legato solo alla società italiana e agli investimenti italiani e ai fornitori italiani. A ciò sono collegati circa 300.000 lavoratori.  Sono confermati i 5 miliardi di investimenti in Italia e non è cosa semplice in una fase come questa. A conferma di ciò, oltre Sevelripartita su domanda estera, i primi 1500 lavoratori rientrati sono proprio quella di ricerca e sviluppo sui nuovi modelli in fase di lancio. I primi risultati sono la localizzazione in Italia della produzione per l’area Emea a Melfi della Jeep Compass (che era prodotta in Messico) e della 500 elettrica (che nelle versioni precedenti era prodotta solo in Polonia). Si conferma il percorso di fusione Fca-Psa entro il primo trimestre del 2021.  Si conferma l’obiettivo della piena occupazione per la fine del piano nel 2023. L’Ad Pietro Gorlier ha anche voluto ringraziare le organizzazioni sindacali per la grande collaborazione nella stesura dei protocolli Covid19 per il rientro in sicurezza.

Coronavirus. Furlan: “Regole omogenee e certe per tutte le attività economiche. Sindacato vigilerà per il rispetto dei protocolli sulla sicurezza”

17 maggio 2020 - “Servono regole omogenee e certe per le attività economiche che da domani potranno riaprire. Bisogna garantire sicurezza a lavoratori e cittadini attraverso il puntuale rispetto dei protocolli regionali sulla sicurezza. Il sindacato vigilerà su questa priorità per il bene del Paese”. Lo scrive su twitter la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, sul tema della riapertura domani delle attività economiche.

Fca. Fiom: azienda e governo investano sui lavoratori

“Nel pomeriggio FCA ha convocato un incontro in call conference con tutti i sindacati in cui ha confermato la richiesta di un prestito nell’ambito dei provvedimenti del Governo sulla liquidità. Le ragioni della richiesta, la cui quantità non è stata comunicata, è derivata dagli effetti dell’emergenza Covid-19 sul settore ed in particolare su FCA Italy e su tutta la filiera della componentistica italiana alla luce della situazione molto critica del mercato in Italia ed in Europa. FCA ha confermato inoltre sia il piano industriale che di fusione con PSA. La Fiom ha chiesto che ci sia un confronto ulteriore per affrontare la situazione del piano industriale e occupazionale alla luce degli effetti determinati dall’emergenza Covid-19 a cui FCA ha risposto in modo positivo. La Fiom ritiene urgente che il Governo convochi i tavoli sui settori strategici con i sindacati e le imprese, a partire dall’automotive, per mettere insieme le iniziative utili e gli investimenti necessari a innovare nella direzione della sicurezza, della eco compatibilità e dell’occupazione”. Lo dichiarano in una nota congiunta Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive. Ufficio stampa Fiom nazionale Roma, 16 maggio 2020

Ordinanza Ministeriale 11 del 16 maggio 2020 – Valutazione finale degli alunni anno scolastico 2019/2020 e prime disposizioni per il recupero degli apprendimenti

Ordinanza Ministeriale 11 del 16 maggio 2020 - Valutazione finale degli alunni anno scolastico 2019/2020 e prime disposizioni per il recupero degli apprendimenti

Ordinanza Ministeriale 10 del 16 maggio 2020 – Esami di Stato secondo ciclo di istruzione anno scolastico 2019/2020

Ordinanza Ministeriale 10 del 16 maggio 2020 - Esami di Stato secondo ciclo di istruzione anno scolastico 2019/2020

Più Letti

Featured