L’Inps dovrà dare comunicazione entro 15 giorni a tutti i cittadini interessati dalle violazioni dei dati personali del 1 aprile, giorno in cui il sito dell’istituto di previdenza venne preso d’assalto, andando in tilt, dalle richieste per le misure di sostegno previste dal decreto Cura Italia. A comunicarlo è il Garante della privacy con un provvedimento pubblicato sul proprio portale.

Il Garante, si legge nel testo, “ingiunge all’Inps di comunicare, senza ritardo e comunque entro quindici giorni dalla data di ricezione del presente provvedimento, le violazioni dei dati personali in esame a tutti gli interessati coinvolti”. E, inoltre, “richiede all’Inps di comunicare quali iniziative siano state intraprese al fine di dare attuazione a quanto prescritto nel presente provvedimento e di fornire comunque riscontro adeguatamente documentato ai sensi dell’art. 157 del Codice, entro il termine di 20 giorni dalla data della ricezione del presente provvedimento. L’eventuale mancato riscontro può comportare l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria” prevista.

Il caos si è creato nel primo giorno utile per accedere alle misure di sostegno previste dal Governo che comprendevano anche il primo bonus da 600 euro per autonomi, partite Iva e professionisti. Oltre a far cadere il sito dell’Inps, il grande afflusso di domande ha anche provocato un errore nel sistema che ha reindirizzato centinaia di utenti sulle pagine contenenti i dati personali di altre persone che stavano presentando la domanda, rendendo così pubblici i contatti e i dati personali in violazione della privacy. In quell’occasione, il presidente dell’istituto di previdenza, Pasquale Tridico, parlò di “attacchi hacker” che da giorni cercavano di violare la sicurezza del sito Inps. Versione avallata anche dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che rivelò un afflusso di persone nell’ordine di “100 domande al secondo”.

L’articolo Inps, ingiunzione del Garante della privacy: “Entro 15 giorni comunicare agli interessati le violazioni dei dati personali del 1 aprile” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Fonte: ilfattoquotidiano.it