Da alcuni giorni imperversa il dibattito politico sul Bando per il reclutamento di 60.000 Assistenti Civici richiesto dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) che avranno lo scopo di supportare i servizi comunali con funzioni di solidarietà sociale.

Si tratterà di un’attività che potrà svolgersi volontariamente e senza compenso, come anticipato in esclusiva da TuttoLavoro24.it nella giornata di ieri.

Nel dibattito prendono anche quota le idee di chi vorrebbe un ruolo più significativo dei percettori del Reddito di Cittadinanza (RdC). A tal proposito su “Il Sole 24 Ore” di oggi in edicola viene fatto notare che:

“a più di 13 mesi dall’avvio del reddito di cittadinanza restano ancora scritti sulla carta (con qualche eccezione) i progetti utili alla collettività, i Puc, gestiti dai comuni per impegnare almeno 8 ore la settimana i percettori del sussidio in attività sociali, artistico-culturali, nella tutela dei beni comuni. Nonostante ben 994mila nuclei familiari, per oltre 2,5 milioni di persone, percepiscano mensilmente un assegno per il reddito di cittadinanza di importo medio di 555 euro, il loro coinvolgimento in attività utili alla collettività resta un miraggio. Con le misure di condizionalità sospese per altri due mesi dal Dl Rilancio, avrebbero una grande disponibilità di tempo, almeno i 966mila beneficiari considerati “occupabili”. Non i 65mila che hanno sottoscritto un contratto di lavoro, pari a circa il 20% dei beneficiari che hanno firmato un Patto di Servizio, il 6,6% di quelli avviati ai centri per l’impiego”.