Al via dal 7 giugno le domande sul sito INPS per l’ottenimento del Bonus Baby-Sitter di 1200 euro (600 per chi ha già fruito del Bonus per il mese di marzo).

MA LA DOMANDA DI BONUS BABY-SITTER PUO’ RICHIESTA ANCHE DAI LAVORATORI IN SMART WORKING?

L’INPS si è pronunciato sui criteri di esclusione in più di un documento. In particolare nella circolare n. 44. In questa ha precisato che l’unico criterio di esclusione è il seguente: nel nucleo familiare non deve esservi un altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa (Naspi, Cigo, indennità di mobilità), o un altro genitore disoccupato o non lavoratore con i quali, dunque, sussiste incompatibilità e divieto di cumulo (il riferimento è alla fruizione del congedo parentale straordinario Covid-19).

Nessun riferimento specifico viene fatto dall’INPS verso i lavoratori in smart working, da ciò si deduce che la risposta deve essere positiva.

Trattandosi, il lavoro agile, di una forma come un’altra di lavoro deve ritenersi equiparato a tutti gli effetti al lavoro svolto in ufficio. D’altronde, smart working non significa “lavorare da casa”, ma lavorare “senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro” (art. 18 d.lgs.81/2017).

Vale la pena di ricordare inoltre che il lavoratore che presta lavoro agile ha diritto allo stesso trattamento economico e normativo previsto per la generalità dei lavoratori che svolgono l’attività in azienda, a parità di mansioni.