Il DL Rilancio ha confermato le deroghe al DL Dignità del 2018 per quanto riguarda i prolungamenti e le causali dei contratti a tempo determinato.

Pertanto questi contratti, anche nella modalità “in somministrazione”, potranno essere rinnovati o prorogati fino al 30 agosto 2020 (da intendersi quale data di cessazione del rapporto), anche in assenza delle causali tassative introdotte a partire dal D.L. 87/2018. Su questo aspetto è intervenuto anche con una nota di chiarimento l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (n. 160/2018).

Mentre arrivano i dati sulla disoccupazione generata dai licenziamenti e dai mancati rinnovi e proroghe dei contratti a termine (nel primo trimestre 2020 rispettivamente 97.565 e 30.010, fonte: Il Fatto Quotidiano di oggi), si discute di una proroga di quanto stabilito dal DL Rilancio, per andare oltre il 30 agosto.

Su Il Sole 24 Ore in Edicola oggi viene riportato, in proposito, anche un orientamento politico, quello più “pesante”:

“La proroga secca della deroga ai contratti a termine non piace però al ministro Catalfo: «C’è la norma nel decreto Rilancio, non si va oltre. Dobbiamo lavorare al rifinanziamento della Cig e su altre misure».

Dunque la posizione della “Ministra” Catalfo sarebbe quello di tornare alle causali tassative del DL Dignità già dal prossimo settembre.