Con un post su Facebook a comunicarlo è la UIL dell’Artigianato, sindacato che è anche co-fondatore del Fondo Artigiani – FSBA: le attese risorse sono nella disponibilità del Fondo e nei prossimi giorni arriveranno i pagamenti.

Si tratta della prima tranche di 248,6 milioni, ovvero un terzo dei 750 milioni stanziati.

”RICOMINCIATI I PAGAMENTI DELLA CASSA INTEGRAZIONE ALLE LAVORATRICI ED AI LAVORATORI DIPENDENTI DEL COMPARTO ARTIGIANATO

Ci sono voluti un bel po’ di giorni, fra preparazione della documentazione, raccolta delle dichiarazioni di quanto già speso, firma dei Ministri del Lavoro e dell’Economia, passaggio alla Corte dei Conti, adempimenti bancari. Ma finalmente una prima ondata di risorse economiche è arrivata nel Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato (FSBA), unica cassa incaricata di erogare gli ammortizzatori sociali nel settore artigiano.

Finora FSBA aveva già effettuato pagamenti anticipando soldi propri messi da parte negli anni (250 milioni) e usando quanto ricevuto in prima battuta (60 milioni), e aveva così coperto: in parte il mese di febbraio, in parte il mese di marzo e qualcosina, da qualche parte, per il mese di aprile.

Ora sono arrivati 248 milioni con cui si completeranno febbraio e marzo e si porteranno ben più avanti i pagamenti per i periodi di sospensione in aprile. Stanno in queste ore partendo i pagamenti diretti dal centro alle aziende (che in alcuni territori hanno anticipato), ai lavoratori direttamente (in altre regioni) o agli Enti bilaterali regionali, che provvedono essi alla emissione dei pagamenti. Si lavorerà, presso la sede nazionale di FSBA di Roma, certamente fino a tarda sera, probabilmente anche domani sabato e, certamente, anche lunedì (che, essendo Festa patronale a Roma, normalmente implica la chiusura delle attività).

Si punta così ad erogare, in modo certo, efficace e veloce, le prestazioni ai molti lavoratori che, sospesi dal lavoro, hanno dovuto sopportare il disagio della mancanza di soldi per diverse settimane.

Ma, basteranno queste risorse?

No, non basta quanto già anticipato da FSBA, non basta la fornitura di oggi, non bastano neppure i 765 milioni di cui il Fondo è stato fatto destinatario nell’ultimo decreto governativo. Se anche il virus dovesse spegnersi ora, se tutte le attività economiche dovessero miracolosamente rimettersi in moto domani mattina senza più avere bisogno di ammortizzatore sociale, … ci sarebbe comunque bisogno di toccare la cifra di un miliardo e qualcosa per pagare la cassa integrazione alle lavoratrici ed ai lavoratori, mettere da parte le risorse per pagare la contribuzione all’Inps, versare le tasse trattenute sui pagamenti.

Per questo, gli obiettivi sono chiari: anzitutto usare al più presto le risorse economiche ricevute oggi (e qui, pare, ci siamo); avere dai Ministeri le restanti somme già deliberate in un blocco solo e non a rate (pronto, ovviamente FSBA a documentare come, quando, quanto, a chi erogata la prestazione); rivendicare nei confronti del Governo e del Parlamento l’attribuzione di ulteriori somme. Questo, tanto più, perché il Covid non è finito, molte imprese artigiane non hanno ancora riaperto e altre l’hanno fatto a singhiozzo, di ammortizzatori sociali ce n’è ancora bisogno per garantire un reddito ai lavoratori che non stanno lavorando.

Le Parti sociali del Comparto artigiano, e comunque certamente la UIL ARTIGIANATO, si muoveranno, fin da subito, su questi diversi orizzonti di impegno. Per un concreto sostegno alle imprese, per i diritti dei lavoratori del Comparto Artigiano”.