A distanza di un mese dall’avvio della procedura di emersione dei lavoratori irregolari i dati diffusi dal Ministero degli Interni dimostrano che per l’Agricoltura il meccanismo, su cui politicamente ha inciso la Ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, è stato – fino ad ora – un vero e proprio flop.

E’ pur vero che c’è tempo ancora fino a metà agosto, ma le domande di regolarizzazione provenienti dal settore agricolo presentate al 30 giugno hanno raggiunto appena quota 8.310, pari al 12% su un totale di 69.721. L’88% delle richieste, insomma, provengono tutte dall’ambito del lavoro domestico e riguardano colf e badanti.

Si sofferma sui motivi dell’inaspettato momentaneo insuccesso il quotidiano Il Sole 24 Ore in Edicola oggi, che affida una valutazione sui numeri all’Ufficio Studi del sindacato di settore UILA-UIL:

“potrebbe però incidere la mancata approvazione del decreto interministeriale che deve fissare l’ammontare del contributo forfettario dovuto dal datore di lavoro per sanare gli anni pregressi. L’emanazione di questo decreto potrebbe infatti dare maggiore slancio alla richiesta di regolarizzazione da parte delle imprese”.

«Rispetto ai numeri previsti per il settore agricolo – continuano dall’ufficio studi della Uila-Uil – siamo molto al di sotto di tutte le stime finora considerate sia rispetto alla reale consistenza del lavoro irregolare, sia rispetto alla supposta carenza di manodopera straniera conseguente l’emergenza Covid-19»“.