Nel testo del DL Rilancio che domani dovrebbe ricevere il voto di fiducia della Camera dei Deputati c’è una nuova norma, votata in Commissione Bilancio la settimana scorsa, che proroga i contratti a termine, anche in somministrazione, e i rapporti di apprendistato per una durata pari al periodo di sospensione dell’attività lavorativa, prestata in forza dei medesimi contratti, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Si tratta di una “proroga automatica“ (leggi articolo di TuttoLavoro24.it) che riguarda certamente in contratti di lavoro in essere alla data di entrata in vigore della Legge di conversione.

Ma può riguardare anche i contratti di lavoro cessati durante il lockdown? La norma in realtà non dà alcuna indicazione, né sembra escluderlo.

Ad interrogarsi su questi possibili effetti applicativi è Il Sole 24 Ore in Edicola oggi:

“Un altro problema riguarda i contratti già scaduti alla data di entrata in vigore della legge di conversione: anche questi beneficeranno della proroga, oppure resteranno fuori dalla norma? La legge non fornisce indicazioni precise, ma sembra includere tutti i rapporti, senza distinzione tra quelli attivi e quelli cessati: verrebbe così a crearsi un effetto – paradossale e ingiusto – di reviviscenza per via legislativa di rapporti già conclusi“.

Dunque, il Parlamento si appresta ad approvare col voto di fiducia la legge di conversione del DL Rilancio che lascia molti dubbi interpretativi sulla proroga dei contratti a termine e apprendistato. In assenza di una modifica legislativa in itinere sarà necessaria una indicazione ministeriale successiva all’entrata in vigore della nuova normativa.