Con la conversione in legge del Decreto Sostegni di marzo sono stati fatti passi in avanti verso l’estensione del contributo a fondo perduto per la start up nate nel 2018 e che hanno cominiciato a fatturare solo nel corso del 2019. Si tratta dei cosiddetti ‘esodati dai ristori’ che erano stati esclusi da ogni beneficio dalla prima versione del decreto.

Per questi il contributo è stato fissato nella misura massima di 1.000 euro e, per agevolarli, non è condizionato al calo minimo del 30% tra il fatturato medio mensile del 2020 e quello del 2019.

Un misura quasi simbolica, ‘modesta’ scrive Il Sole 24 Ore in edicola oggi, che mette in luce come andrà a beneficio solo di una parte della platea:

“La modestia dell’aiuto riferita sia alla misura del contributo sia alla ristretta platea dei soggetti interessati è testimoniata dallo stanziamento per la copertura finanziaria del nuovo bonus che è pari a soli 20 milioni di euro su base nazionale. In pratica, quindi, si stima che saranno circa 20mila soggetti interessati alla domanda per la quale, ad ogni buon conto, occorre attendere un provvedimento specifico”.

Risorse limitate dunque per questa platea, che gli uffici parlamentari hanno stimato essere composta da circa 20 mila soggetti tra imprese, partite Iva e professionisti, con il rischio – neanche troppo remoto – di vedersi tagliare fuori un’altra volta dal contributo per carenza di risorse qualora i numeri manifestino richieste superiori.

Infine va ricordato che una misura simile potrebbe anche essere prevista anche dal Decreto Sostegni bis in approvazione durante questa settimana, in questo modo le partite Iva “esodate” andrebbero a raddoppiare il bonus con altri 1.000 euro: per approfondire clicca qui.

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