Venerdì mattina come Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil siamo stati auditi in Commissione congiunta Lavoro e Cultura del Comune di Firenze, dove abbiamo colto l’opportunità per sottolineare alcuni aspetti necessari, a nostro avviso, per sostenere i lavoratori e le lavoratrici del settore.
Sappiamo bene quanto questo mondo sia vasto e variegato e tutti dovrebbero essere concordi sul fatto che non sia possibile tornare indietro al vecchio sistema con tutti i limiti che la pandemia ha evidenziato.
L’incontro ci ha lasciato perplessi, non essendoci stato il tempo di una discussione vera e propria o interventi per approfondire le varie istanze. Speriamo in un cambio di passo per affrontare in modo concreto le questioni che riguardano questo settore individuato anche a livello nazionale come settore strategico.
Per questi motivi crediamo sia necessario avviare un Tavolo permanente di confronto tra Organizzazioni Sindacali. e Commissione Cultura e Commissione Lavoro al fine di avere un dialogo costante, non solo sporadico e definire degli interventi che possano incidere sul sistema nel territorio fiorentino.
E’ bene infatti ricordare che il mondo dello spettacolo non è solo quello stabile dei Teatri o dei volti noti: c’è una miriade di lavoratori e di lavoratrici che gravitano intorno a questo mondo e che vivono di questo lavoro (musicisti, promoter, attori, tecnici, danzatori…) sicuramente meno visibili ma portatori di diritti alla stessa stregua di tutti gli altri lavoratori e senza i quali il mondo dello spettacolo e della cultura non potrebbe esistere.
Crediamo sia inoltre necessario un tavolo urgente composto da Presidenti e Sovrintendenti congiuntamente con le Commissioni, l’assessore Sacchi e le rappresentanze sindacali Territoriali per creare un protocollo unico sulla sicurezza all’interno dei Teatri, condiviso e in linea con i dpcm attuali e futuri. Riteniamo inoltre necessario cominciare a gettare le basi per un protocollo di buone pratiche tra Comune e Sindacati che metta nero su bianco i diritti essenziali dei lavoratori nei bandi di gara: questo rappresenterebbe un segnale politico forte e concreto, di vicinanza ai bisogni e ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

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Fonte: cisl.it