Si allungano i tempi di pubblicazione del Decreto Sostegni bis sulla Gazzetta Ufficiale. Lo si apprende dalla versione on-line de Il Sole 24 Ore in una news pubblicata poco fa in cui si mette in evidenza che la sua entrata in vigore slitterà: si legge, infatti, di un blocco del “Dl sostegni bis che doveva approdare oggi in Gazzetta ufficiale”.

Il provvedimento, che ha avuto il via libera dal Consiglio dei Ministri il 20 maggio scorso, è attualmente al centro di un ciclone politico per l’inserimento di una norma che di fatto proroga il blocco dei licenziamenti per le imprese che chiedono la Cig Covid tra maggio e giugno. Il blocco verrebbe prorogato fino al 28 agosto. Inserimento che sarebbe stato concordato e condiviso, secondo quanto dice il Ministero del Lavoro (per approfondire clicca qui).

Ma i partiti del centro-destra con in testa Lega e Forza Italia, e il mondo della rappresentanza delle Imprese, in particolare quelle di più grande dimensioni, non ci stanno e chiedono una verifica.

LEGA

La Sottosegretaria al Ministero del Lavoro Tiziana Nisini (Lega) dice di non essere stata informata e di averlo appreso solo successivamente:

“e non erano informati neppure i nostri ministri, visto che questa proroga non era nella bozza del decreto. E’ stata una sorta di imboscata. Non condivido questa misura né per il metodo, né per il merito”, confessa al quotidiano Il Messaggero in edicola oggi.

FORZA ITALIA

Da Forza Italia lo stop arriva dal vicepresidente Antonio Tajani che ha Rainews24.it dichiara “se non mettiamo le imprese nelle condizioni di non licenziare o di assumere ad agosto avremo lo stesso problema: è giusto difendere il lavoro, ma non si risolve bloccando i licenziamenti”. E poi punta dritto il dito contro il Ministro del Lavoro Andrea Orlando che “non doveva forzare la mano senza avere una strategia. Se in cabina di regia si dice stop a giugno e poi in Cdm si dice agosto – ha concluso – non è il massimo della trasparenza”.

LE IMPRESE

Stando alle Imprese la posizione è chiara: si ritorni al patto racchiuso nel primo Decreto Sostegni che stabiliva la fine del divieto di licenziamenti al 30 giugno.

Secondo quanto scrive Il Messaggero in edicola oggi Confindustria in questo lasso di tempo ha provato a riaprire il confronto con il Governo, inviando a Palazzo Chigi una serie di proposte di modifica al blocco dei licenziamenti. Proposte che, tuttavia, si sarebbero infrante sul muro eretto dal Ministro Orlando. Non solo, gli industriali contestano il fatto che le nuove norme sono state approvate in Consiglio dei ministri proprio mentre il Parlamento ha dato il via libera al primo decreto Sostegni, quello che conteneva l’accordo per lo stop selettivo a partire dal 30 giugno del blocco dei licenziamenti”.

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