Si discute in questi giorni di un’ipotesi di proroga anche dopo il 30 giugno del Blocco dei licenziamenti per i settori industriali e per tutte le imprese edili. Tema molto delicato su cui spingono i sindacati, che per il 26 giugno hanno proclamato anche una manifestazione, e alcuni partiti di maggioranza, con Pd, M5s, LeU, in testa. I giorni che ci separano alla fine del mese saranno decisivi per capire se ci sarà un’ulteriore proroga, almeno fino al 31 ottobre (come per turismo, commercio, artigianato), oppure dal 1° luglio ci sarà il via libera alle aziende dopo più di un anno di blocco.

Alle preoccupazioni dei sindacati e di una parte delle forze politiche, secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica in edicola oggi, avrebbe risposto il Ministro del Lavoro Andrea Orlando in una comunicazione all’Ufficio parlamentare di Bilancio di qualche giorno fa in cui ha rassicurava:

“‘A luglio non avremo un ecatombe, ma contraccolpi da gestire’. Con il pacchetto di misure del decreto sostegni bis: una cig ordinaria ma scontata fino a dicembre (se le aziende la usano, non possono licenziare), i contratti di solidarietà e di espansione per pre-pensionare, ridurre l’orario, formare e assumere, la Naspi (il sussidio di disoccupazione) senza decalage e quindi senza riduzioni dell’assegno per tutto l’anno, sgravi contributivi per chi assume anche con il nuovo contratto di rioccupazione legato alla formazione. E in effetti più che il primo luglio spaventa il primo novembre: da allora sarano le piccole imprese a poter licenziare. Ma con molti meno strumenti e protezioni delle grandi”.

Dunque secondo il Ministero del Lavoro dal 1° luglio non ci saranno forti contraccolpi sociali con lo sblocco dei licenziamenti per industria e edilizia, invece il problema ci sarà da novembre con lo sblocco per le piccole imprese (artigianato, commercio e turismo).

Resta aggiornato con noi. Unisciti alla nostra pagina Telegram cliccando qui. E’ gratis!

Non hai l’APP di Telegram? Scaricala gratuitamente cliccando qui.