Riparte il dibattito sulle pensioni in vista della fine della sperimentazione triennale di Quota 100 (uscita da lavoro a 62 anni e 38 di contributi), con il pressing da un lato dei sindacati e dall’altro dei partiti, in particolare la Lega che da anni sostiene che debbano essere trovate soluzioni alternative al ritorno della legge Fornero.

In effetti dal 1° gennaio 2022 il ritorno al sistema introdotto dalla ex ministra del Lavoro Elsa Fornero che prevede l’uscita da lavoro a 67 anni sarà realtà a meno che non venga adottato un provvedimento che ne ‘sterilizzi’ gli effetti. 

Secondo quanto riportano autorevoli giornali come Il Sole 24 Ore nel Governo non sembrano intenzionati a rivedere strutturalmente il sistema pensionistico. La rotta che al momento sembra aver tracciato il Ministro del Lavoro Andrea Orlando è quella che “porta ad un intervento circoscritto ai lavori gravosi e alla quale sembra guardare il ministero dell’Economia”. Si tratterebbe, di fatto, di una misura che andrebbe a rafforzare l’anticipo pensionistico a lavoratori di settori come agricoltura ed edilizia (con maggiori flessibilità) attraverso il sistema attualmente vigente denominato Ape Sociale (leggi la notizia di ieri cliccando qui).

La rotta dei vertici dei ministeri del Lavoro ed Economia non condivisa dal leader della Lega Matteo Salvini che giudica le proposte troppo deboli in quanto, fatta eccezione per piccoli aggiustamenti, l’azione politica porterebbe ad un ritorno al sistema Fornero.

Qualcuno rivede la signora Fornero aggirarsi per i palazzi della politica. Ma se c’è la Lega al Governo è sicuro che non si tornerà alla legge Fornero“, così Matteo Salvini a Marino, in provincia di Roma, per il referendum sulla giustizia, che fa sapere di averne parlato anche con il premier Mario Draghi durante l’ultimo confronto a Palazzo Chigi [fonte: Agenzia Vista].

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