Non si interrompe il dibattito sull’obbligo vaccinale nei luoghi di lavoro. Stavolta il punto di vista arriva direttamente dalla Vice-Presidente della Confcommercio Donatella Prampolini, che è anche presidente della Fida, la Federazione italiana dettaglianti alimentare, che tuona:

”Dobbiamo partire da un dato di fatto ossia che la pandemia non è ancora pienamente superata. Per mesi abbiamo ripetuto che l’unica via di uscita sarebbero stati i vaccini“.

“Come presidente di Fida – prosegue Prampolini – ritengo che, qualora fosse necessario, si dovrebbe arrivare anche all’obbligo vaccinale per i dipendenti. Quello alimentare è un settore di vitale importanza, che non ha avuto stop nei primi mesi della pandemia, e che di certe non può permettersi di fermarsi. Fortunatamente non riscontriamo numeri alti di no vax nel nostro settore, e questo è un dato positivo. Sul fronte dell’obbligo del green pass per i clienti dobbiamo essere più cauti. Non possiamo pensare di escludere dall’acquisto del cibo alcune persone non vaccinate. Vorrebbe dire limitare l’accesso a un bene primario, così come l’acquisto dei farmici. Inoltre, da un punto strettamente pratico, sarebbe impossibile eseguire un controllo su tutte le persone che entrano nei supermercati”.

Resta comunque aperto il confronto all’interno di Confcommercio, spiega Prampolini ammettendo che la sua non è una posizione unanime dell’organizzazione con sede in Piazza Belli, per capire le esigenze delle varie categorie e gli strumenti più efficaci da mettere in campo. “Sicuramente non possiamo far gravare sulle aziende il peso di tutti gli adempimenti burocratici e dei controlli. Si tratta di un percorso che non può prescindere dal confronto ma senza posizioni ideologiche”.

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