A questo interrogativo prova a rispondere la versione on-line de Il Giornale sulle cui pagine ricorda una recente proposta di modifica che “arriva dal ministro del Lavoro Andrea Orlando, che ha suggerito di introdurre una nuova condizione per poter ottere il reddito e continuare a percepirlo: vale a dire legare il sussidio a corsi di formazione e riqualificazione professionale“.

Si tratta a ben vedere di una pista molto concreta che potrebbe realizzarsi, anche in vista di un ‘fusione col reddito di emergenza”, che per ora ha anche l’ok politico di Luigi Di Maio oltre che l’appoggio di Confindustria (clicca qui per approfondire).

Altro tema ‘caldo’ è quello dei “requisiti di accesso al sussidio, alcuni considerati troppo stringenti, come l’obbligo di residenza di 10 per gli stranieri, l’assenza di differenziazione regionale, oppure il moltiplicatore troppo basso per le famiglie numerose. C’è poi da risolvere la questione dei cosiddetti furbetti del reddito, che continuano a saltar fuori grazie al costante lavoro della Guardia di finanza”.

L’esistenza stessa del Rdc, al di là degli attacchi quasi quotidiani di Renzi che ne è arrivato addirittura a proporre l’abrogazione tramite referedum popolare, non sembra però essere in discussione, con il Ministro del Lavoro Andrea Orlando che ha ammesso oramai in più di un’occasione (anche sul quotidiano Domani in edicola ieri) “che senza il reddito grillino, la crisi economica innescata dalla dichiarata emergenza sanitaria sarebbe divenuta una grave crisi sociale“.