Nonostante più persone non abbiano ancora completato il ciclo vaccinale con entrambe le dosi di Pfizer o Moderna, già gli esperti iniziano a parlare di una possibile terza dose guardando al modello di Israele, in cui le terze dosi somministrate sono circa mezzo milione agli over 60.

E proprio su questo stampo sembrano indirizzarsi anche gli esperti italiani, in particolare l’infettivologo Matteo Bassetti, il quale sostiene che le terze dosi per i vaccini a mRna si potrebbero fare per delle categorie ristrette di soggetti più vulnerabili, in particolare:

  • anziani fragili;
  • immunodepressi;
  • pazienti oncologici o ematologici;
  • soggetti trapiantati.

Sempre guardando ai dati che iniziano a trapelare da Israele, è emerso che gli effetti collaterali della terza dose Pfizer sono analoghi a quelli della seconda e della prima, con la differenza che la copertura sarebbe maggiore.

Sembrerebbe quindi che questi soggetti considerati più fragili potrebbero essere chiamati ad effettuare un ulteriore dose, anche se è presto per definirne i tempi – anche se c’è chi parla di inoculazioni già in autunno – visto che bisognerà prima verificare se ad un anno di distanza i soggetti immunizzati presenteranno ancora gli anticorpi. Passaggio, quest’ultimo che gli esperti ritengono sia determinante.

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