“Il presidente De Luca continua nella sua personalissima ed inspiegabile battaglia nei confronti dei navigator e non perde occasione per denigrarne l’attività, sottacendo deliberatamente i risultati tangibili e tracciabili prodotti da questi lavoratori. Ma adesso, accusandoli di essere “pagati per non fare nulla”, crediamo abbia superato ogni limite”.
A lanciare l’accusa sono Luca Barilà, Antonella Pacilio e Denise Carbone, rispettivamente Segretari Generali di Felsa Cisl, Nidil Cgil e Uiltemp della Campania, le sigle confederali rappresentative del lavoro cosiddetto atipico.
“Il presidente – proseguono i sindacalisti – calpesta la dignità di questi e di tanti altri lavoratori precari che, con professionalità e abnegazione, stanno sviluppando un grande lavoro per favorire l’inserimento occupazionale delle fasce più svantaggiate della popolazione. Piuttosto che usare frasi ad effetto che hanno solo il sapore della bagarre politica, De Luca dovrebbe finalmente divulgare i dati in possesso di Anpal Servizi per rendere giustizia di quanto prodotto finora”.
“Crediamo che le competenze maturate dai navigator siano, insieme a quelle dei dipendenti dei centri per l’impiego, indispensabili per risollevare le sorti del nostro mercato del lavoro, specie in assenza di un programma vero di politiche attive e formative e di un piano industriale capace di generare occupazione. Sono troppi anni – denunciano i segretari di Felsa, Nidil, Uiltemp – che la Campania fa segnare gravi carenze su queste tematiche e le scelte fino ad oggi assunte dalla Giunta regionale non hanno fatto nulla per evitare di generare nuove sacche di precariato. Il lavoro stabile e duraturo si genera solo con scelte politiche oculate, non certo attendendo inerti che sia qualcun altro a costruirne le condizioni”.

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Fonte: cisl.it