La salute e la sicurezza prevale sul diritto del singolo lavoratore a rifiutarsi di essere sottoposto al vaccino anti-Covid. Lo afferma la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo che ha respinto un ricorso presentato da 672 fra vigili del fuoco professionali e volontari contro una legge francese che impone loro l’obbligo di essere vaccinati contro il Covid-19.

Non c’è via di scampo dunque per le categorie lavorative obbligate per legge a sottoporsi al vaccino, come vigili dei fuoco, ma è evidente che lo stesso vale per il personale sanitario, personale di polizia, ecc.

La sentenza della Corte dei diritti umani che non lasciano spazio alla libertà di coscienza chiude ogni polemica verso la rigida legislazione francese che negli ultimi mesi – non senza manifestazioni di protesta in tutta la Francia – che ha portato numerose categorie di lavoratori verso l’obbligo vaccinale per poter entrare in azienda e nei luoghi di lavoro. Da ultimo si veda quanto previsto per il personale di ristoranti, bar, ecc. (clicca qui).

Trattandosi di un pronunciamento della Corte Europea dei Diritti Umani è evidente che la sua ‘portata’ va oltre il territorio francese, pertanto il principio espresso vale per tutti gli Stati dell’Unione, Italia inclusa.

Guardando al nostro Paese, è di ieri la notizia del rigetto del TAR Lazio del ricorso da parte degli insegnanti che chiedevano di poter essere esonerati dall’obbligo vaccinale imposto da un recente decreto del Governo Draghi (clicca qui).

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