Inps sta pagando proprio in queste ore l’Assegno Unico per i figli a carico. Solo questa settimana, gli appuntamenti per il saldo sono 4 (ecco in quali date). Se la maggioranza dei percettori può ritenersi soddisfatta della tempistica con cui l’Istituto ha saldato i pagamenti, ciò che lascia un po’ a desiderare sono gli importi.

In particolare, quelli integrati al Reddito di Cittadinanza: molti nuclei familiari, infatti, pare abbiano ricevuto soltanto una parte di quanto spetterebbe loro e anche il saldo degli arretrati non è andato meglio. Tuttavia, sembra esserci una spiegazione: in pratica, bisogna solo attendere, come segnalato qui da TuttoLavoro24.it.

Ma c’è anche un’altra categoria di percettori che rischia di ottenere solo una parte del pagamento, e qui non c’entra nulla RdC. Si tratta di quei nuclei familiari in cui i genitori sono separati o divorziati ed entrambi hanno diritto a una quota di Assegno per il figlio a carico. In questo caso, per poter beneficiare della cifra integrale occorre che tutti e due presentino la domanda per la prestazione, come indicato da Inps sui social in risposta a un utente che si trova proprio in questa situazione:

In pratica, se un genitore fa domanda per la metà dell’Assegno e l’altro non ne fa proprio richiesta, Inps non potrà provvedere in automatico al saldo della quota restante. Di conseguenza, il restante 50% andrà perso. Cosa si può fare per recuperare l’altra metà di Assegno Unico?

La soluzione c’è ed è proprio Inps a fornirla: in questo caso, occorre che sia uno solo dei genitori a fare domanda per il 100% dell’Assegno, in accordo con l’altro genitore.

Se c’è il consenso, l’importo sarà erogato integralmente in favore del richiedente e al momento della presentazione della domanda quest’ultimo dovrà dichiarare che le modalità di ripartizione dell’assegno sono state concordate con l’altro genitore. In tal caso, non c’è bisogno che l’altro genitore confermi questa scelta. Per i dettagli vi invitiamo a consultare gratuitamente la nostra GUIDA dedicata.

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