Stipendio Docenti e Ata, taglio in arrivo col Fondo Espero? I tempi

Scuola

Stipendi Scuola Docenti e Ata. Il 29 dicembre 2022 sono stati liquidati gli arretrati del CCNL comparto Scuola per tutto il personale in servizio dal 1° gennaio 2019 nel comparto scuola.

L’emissione ha interessato circa 1.200.000 dipendenti tra insegnanti e personale ata.

Il Fondo Espero è un fondo pensione per i lavoratori della Scuola che viene alimentato da versamenti volontari più un contributo dell’1% a carico dello Stato.

Per chi ha aderito al Fondo Espero, parte degli arretrati deve essere conferita al Fondo?

Arretrati al Fondo Espero, cosa è successo in passato?

Facciamo un passo indietro nel tempo fino a collocarci nel maggio 2018, per l’esattezza il 26 maggio 2018 quando furono liquidati gli arretrati del CCNL 2016/2018.

Durante la procedura di liquidazione, NoiPA non versò alcun importo al fondo pensione e questo avrebbe rappresentato un danno per tutti i lavoratori della Scuola.

Per problemi tecnici, NoiPA effettuò i versamenti ad Espero solamente dopo 6 mesi dalla liquidazione del contratto cioè nel mese di novembre 2018.

Fondo Espero, quale versamento per gli Arretrati?

In coerenza con quando accadde nella precedente tornata contrattuale è assai probabile che NoiPA effettui i versamenti entro il primo semestre 2023

Al Fondo Espero sarà conferita una quota pari alla percentuale a carico del dipendente.

Per esempio in caso di arretrati di per 2.000 euro, con una percentuale a carico del dipendente del 2%, saranno conferiti al fondo 40 euro.

Per gli stipendi della Scuola, lo Stato conferirà a Fondo Espero una quota pari all’1% degli arretrati.

Fondo Espero, a cosa serve?

In sintesi, i lavoratori del comparto Scuola che hanno aderito al Fondo Espero devono essere consapevoli della gestione dei versamenti in caso di erogazione di arretrati, tenendo presente la possibilità di addebiti a carico dei dipendenti e i tempi di versamento dei contributi al Fondo. Tuttavia, il Fondo Espero rappresenta una valida opportunità per i lavoratori di garantirsi una pensione integrativa, grazie ai versamenti volontari e al contributo statale.