Gli attuali giovani lavoratori dovranno aspettare di avere quasi 70 anni prima di andare in pensione. Lo ha annunciato il presidente dell’ISTAT nell’audizione alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Patto di Stabilità.
Le previsioni sull’età per il pensionamento non sono delle più rosee, ma tutto dipende dall’innalzamento della speranza di vita.
A che età si smette di lavorare oggi?
Sulla base delle prospettive della speranza di vita viene ricalcolata l’età pensionabile per gli anni a venire. Più questa si allunga, più aumentano anche gli anni di permanenza a lavoro.
Oggi la pensione di vecchiaia la si raggiunge a 67 anni di età. Ci sono poi varie forme di pensionamento anticipato, come Quota 103 (62 anni di età e 41 di contributi), che permette a chi rispetta i requisiti previsti dalla legge di andare in pensione prima dei 67 anni.
Una soglia, quella dei 67 anni, confermata fino al 2026, ma che è destinata a salire progressivamente.
Come cambierà l’età pensionabile in futuro
«Le ipotesi sulle prospettive della speranza di vita a 65 anni contemplate nello scenario mediano presagiscono una crescita importante, a legislazione vigente, dell’età al pensionamento. Rispetto agli attuali 67 anni, si passerebbe a 67 anni e 3 mesi dal 2027, a 67 anni e 6 mesi dal 2029 e a 67 anni e 9 mesi a decorrere dal 2031, per arrivare a 69 anni e 6 mesi dal 2051.»
Queste le previsioni dell’ISTAT, di cui si fa portavoce il suo presidente Francesco Maria Chelli. – Serviranno dunque sempre più politiche di protezione sociale per fronteggiare i fabbisogni di una quota crescente (e più longeva di anziani) – ha concluso Chelli.




