Nel 2026 cambiano le regole per il rinnovo dell’Assegno di Inclusione. Come previsto dall’articolo 38 della Legge di Bilancio 2026, ora in attesa di approvazione definitiva, viene abolito il mese di sospensione tra la fine del primo periodo di fruizione e l’inizio del rinnovo.
Una modifica importante, che semplifica la vita a migliaia di famiglie e supera una delle criticità più contestate della misura.
Niente più mese di stop e addio al bonus da 500 euro
Fino al 2025, chi terminava i 18 mesi di Assegno di Inclusione doveva attendere un mese di stop obbligatorio prima di poter inoltrare una nuova domanda. Proprio come succedeva con il Reddito di Cittadinanza, il sussidio precedente all’AdI.
Per coprire il periodo senza ricariche, nell’estate di quest’anno è stato introdotto un bonus una tantum da 500 euro, erogato come misura “tampone” a copertura del mese di stop.
Dal 2026, il mese di sospensione viene soppresso: ciò significa che non ci sarà più né l’interruzione del pagamento né il bonus sostitutivo. Il rinnovo potrà avvenire senza interruzioni, garantendo la continuità del sostegno economico alle famiglie aventi diritto.
È quanto prevede l’articolo 38 della Manovra 2026:

Quando e come si potrà rinnovare l’Assegno di Inclusione nel 2026
La Legge di Bilancio non entra ancora nel dettaglio sulle modalità di presentazione della domanda di rinnovo dopo i primi 18 mesi di fruizione. Sarà l’INPS, con una circolare esplicativa ad hoc, a chiarire tempi e procedure.
Secondo le prime ipotesi, la richiesta di rinnovo per ulteriori 12 mesi potrà essere inviata:
- nel 18° mese di fruizione, in coincidenza con l’ultimo pagamento utile;
oppure - già dal 17° mese, per permettere all’INPS di completare i controlli sui requisiti e autorizzare il rinnovo senza interruzioni.
L’obiettivo è evitare qualsiasi stop nei pagamenti e semplificare la burocrazia per le famiglie beneficiarie. Appare difficile, quindi, che la domanda di rinnovo possa essere inviata solo dopo la scadenza delle 18 mensilità. Anche se ancora nulla è da escludere.
Requisiti per il rinnovo: cosa resta invariato
Anche con le nuove regole, i requisiti per accedere o rinnovare l’Assegno di Inclusione restano invariati. Tra i principali:
- ISEE non superiore a 10.140 euro;
- patrimonio immobiliare (diverso dalla prima casa) inferiore a 30.000 euro;
- patrimonio mobiliare entro 6.000 euro (incrementabile in base al numero di componenti del nucleo familiare);
- assenza di auto di cilindrata superiore a 1.600 cc o moto oltre i 250 cc immatricolati negli ultimi tre anni;
- presenza nel nucleo di minori, over 60, persone svantaggiate o con disabilità;
- residenza in Italia da almeno 5 anni di cui gli ultimi 2 in maniera continuativa.
Ricordiamo che se la Manovra venisse approvata così com’è ora, dal 2026 la prima casa sarà esclusa dal calcolo ISEE se ha un valore catastale fino a 91.500 euro. Ma un emendamento alla Manovra ha proposto l’innalzamento fino a 120.000 euro della soglia di esenzione.
Cosa aspettarsi nei prossimi mesi
L’eliminazione del mese di stop è una novità che punta a rendere l’Assegno di Inclusione più stabile e prevedibile. Tuttavia, come detto, per conoscere con precisione quando e come presentare la domanda di rinnovo, sarà necessario attendere la circolare INPS prevista nelle prossime settimane.
Intanto, chi beneficia della misura può stare tranquillo: dal 2026 il rinnovo dell’Assegno sarà più semplice, veloce e senza interruzioni.



