Nelle ultime ore molti beneficiari della disoccupazione agricola hanno iniziato a notare un movimento nel Fascicolo Previdenziale: da venerdì 12 dicembre l’INPS ha avviato l’erogazione del trattamento integrativo.
Il trattamento integrativo, noto anche come Bonus Ex Renzi, spetta ai titolari di disoccupazione agricola con un reddito annuo tra gli 8.500 e i 15.000 euro.
Le prime segnalazioni di accredito arrivano principalmente da alcune zone d’Italia, in particolare dal Sud e dal Centro Sud. Vediamo tutto nel dettaglio.
Dove INPS sta pagando il trattamento integrativo
Le prime conferme di accredito provengono da specifiche zone, che rappresentano il primo gruppo interessato dall’erogazione. La concentrazione di accrediti, come anticipato, si è verificata al Sud e al Centro Sud.
Ecco le province in cui sta arrivando il trattamento integrativo:
- Verona,
- Bologna,
- Cesena,
- Perugia,
- Siena,
- Ascoli Piceno,
- Teramo,
- Foggia,
- Taranto,
- Bari,
- Avellino,
- Napoli,
- Potenza,
- Reggio Calabria,
- Cosenza,
- Ragusa,
- Catania,
- Messina,
- Sassari.
Questa prima “ondata” rientra nella lavorazione graduale utilizzata ogni anno: l’INPS procede a scaglioni, iniziando da alcuni territori e poi estendendo i pagamenti a tutta Italia.
Naturalmente è bene sottolineare che l’elenco non è esaustivo: queste sono solo le province da cui ci giungono segnalazioni. È molto probabile che nuove zone vengano aggiunte a breve. Di solito, infatti, quando appare la prima tornata di pagamenti, l’estensione alle altre province avviene nell’arco di pochi giorni.
Perché gli agricoli lo ricevono a dicembre
Molti si chiedono perché il trattamento integrativo per i lavoratori agricoli arrivi sempre verso la fine dell’anno. La spiegazione è molto semplice: si tratta di un conguaglio.
A differenza dei lavoratori che percepiscono NASpI o altre indennità mensili, gli operai agricoli ricevono il trattamento integrativo in un’unica soluzione, perché l’importo viene calcolato solo dopo la verifica completa delle giornate lavorate e dell’indennità agricola spettante.
Dicembre diventa quindi il mese in cui l’INPS completa tutti i controlli e dispone il pagamento finale.
Per tale motivo l’importo non si ferma a 100 euro (come invece accade mensilmente per i titolari di NASpI) ma è più alto: perché copre più mensilità.
Il pagamento di dicembre 2025: a quale anno si riferisce davvero
Un punto importante da chiarire riguarda l’anno di riferimento. Il trattamento integrativo che l’INPS sta pagando a dicembre 2025 non riguarda il 2025, anche se arriva a fine anno.
Si riferisce invece al 2024. Questo perché il bonus viene liquidato solo dopo la chiusura definitiva delle pratiche dell’anno precedente: l’INPS deve verificare le giornate, i redditi e l’importo effettivamente spettante prima di accreditare la cifra finale.
In pratica nel 2025 si riceve l’integrazione maturata nel 2024, nel 2026 arriverà quella maturata nel 2025, e così via.




