Quando si parla di pensione si pensa automaticamente al classico accredito mensile sul conto corrente. Nella maggior parte dei casi è proprio così: l’Inps paga l’assegno ogni mese, generalmente il primo giorno utile. Tuttavia esistono alcune situazioni particolari in cui la pensione non viene erogata mensilmente ma in una o due soluzioni nel corso dell’anno.
Si tratta di casi rari, ma destinati a diventare più frequenti in futuro. Questo perché sempre più lavoratori rientrano nel sistema contributivo puro, cioè coloro che hanno iniziato a versare contributi dopo il 1996. Per queste persone è possibile andare in pensione anche con soli cinque anni di contributi, purché si raggiungano i 71 anni di età. In questi casi, però, l’importo dell’assegno può essere estremamente basso.
Quando la pensione non viene pagata ogni mese
L’Inps prevede tre modalità di pagamento della pensione: mensile, semestrale oppure annuale.
La modalità più comune è quella mensile e riguarda la grande maggioranza dei pensionati. Per riceverla basta che l’importo della pensione superi i 90,01 euro al mese.
Quando invece l’assegno è molto basso, il sistema cambia. Se la pensione è compresa tra 10,01 e 90 euro mensili, il pagamento avviene due volte l’anno. L’Inps accredita infatti i primi sei mesi a gennaio e i successivi sei a luglio, includendo anche la tredicesima.
Se l’importo è ancora più basso, cioè inferiore a 10 euro al mese (120 euro l’anno), il pagamento avviene in un’unica soluzione a gennaio.
Perché alcune pensioni sono così basse
Queste situazioni riguardano soprattutto chi arriva alla pensione con pochissimi anni di contributi. Un esempio tipico è quello di chi smette di lavorare con appena cinque anni di versamenti e accede alla pensione a 71 anni.
Nel sistema contributivo l’importo dipende dal montante accumulato nel corso della carriera e dal coefficiente di trasformazione applicato al momento del pensionamento.
Chi rischia davvero una pensione pagata una volta l’anno
A 71 anni il coefficiente di trasformazione è pari al 6,510%. Per ottenere una pensione annua di circa 1.170 euro, cioè circa 90 euro al mese, serve un montante contributivo di circa 17.973 euro.
Considerando che i contributi dei lavoratori dipendenti sono pari al 33% dello stipendio lordo, una persona che ha lavorato solo cinque anni dovrebbe aver percepito mediamente circa 10.900 euro lordi all’anno per raggiungere quel montante.
Con stipendi più bassi e pochi anni di contributi la pensione rischia quindi di scendere sotto la soglia che consente il pagamento mensile, con il risultato che l’Inps la paga in una o due soluzioni durante l’anno.




