Pensioni, Agosto e Settembre con Assegno Più Basso: Messaggio Ufficiale INPS

Molti pensionati potrebbero trovare una sorpresa nei cedolini della pensione di agosto e settembre 2026. Non si tratta di un errore né di un nuovo taglio deciso dal Governo, ma di una misura prevista dalla legge che riguarda chi non ha ancora completato un preciso adempimento richiesto dall’INPS.

L’Istituto ha infatti pubblicato il messaggio n. 2394 del 17 luglio 2026, con cui annuncia l’avvio della sospensione di alcune prestazioni collegate al reddito. Per evitare conseguenze ben più pesanti, c’è una scadenza da rispettare. Vediamo cosa cambia, chi è coinvolto e cosa bisogna fare.

Perché l’INPS applicherà una trattenuta sulla pensione

L’INPS eroga diverse prestazioni il cui importo dipende anche dal reddito del pensionato. Per verificare che questi importi siano corretti, l’Istituto deve conoscere i redditi effettivamente percepiti. Quando queste informazioni non sono già disponibili attraverso il Fisco, il pensionato è obbligato a comunicarle all’INPS tramite la cosiddetta dichiarazione RED.

La campagna di controllo relativa ai redditi del 2022, denominata RED 2023, si è conclusa il 31 marzo 2025. Tuttavia, alcuni pensionati non hanno ancora inviato la dichiarazione richiesta, nonostante i solleciti ricevuti.

Per questo motivo l’INPS ha deciso di applicare la procedura prevista dalla legge, che parte con una sospensione parziale delle prestazioni.

Chi riceverà la trattenuta sulla pensione

La misura non riguarda tutti i pensionati. Sono interessati esclusivamente coloro che:

  • percepiscono una prestazione collegata al reddito;
  • risiedono in Italia;
  • non hanno presentato la dichiarazione dei redditi rilevanti per l’anno 2022 entro il termine previsto.

Chi ha già trasmesso correttamente la documentazione oppure non rientra tra i destinatari della campagna RED non subirà alcuna trattenuta.

Cosa succede con la pensione di agosto e settembre 2026

Per i pensionati interessati scatterà una trattenuta pari al 5% dell’imponibile pensionistico lordo riferito al mese di luglio 2026.

Come spiega la circolare INPS, questa trattenuta sarà applicata sui ratei di pensione di agosto e settembre 2026 e comparirà nel cedolino con la dicitura: “Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008”.

Esiste però un’eccezione: se la pensione mensile è pari o inferiore a 100 euro, la trattenuta non viene effettuata. Questo non significa però che il pensionato sia escluso dalla procedura.

Pensionati, c’è una scadenza per evitare la trattenuta INPS

La trattenuta rappresenta un ultimo invito a regolarizzare la propria posizione. L’INPS ha infatti fissato al 15 settembre 2026 il termine entro il quale i pensionati interessati dovranno presentare la dichiarazione reddituale relativa ai redditi del 2022.

La comunicazione relativa “all’ultimatum” sarà inviata direttamente agli interessati e sarà disponibile anche nell’area riservata MyINPS, oltre che tramite PEC o e-mail se questi recapiti risultano registrati negli archivi dell’Istituto.

Come si evita la revoca della prestazione

Per evitare di perdere definitivamente il beneficio, il pensionato deve presentare una domanda di ricostituzione reddituale. La procedura è disponibile sul portale dell’INPS attraverso il servizio dedicato alla “Ricostituzione reddituale per sospensione art. 35, comma 10-bis, D.L. 207/2008”.

La domanda può essere presentata utilizzando:

  • SPID,
  • Carta d’Identità Elettronica,
  • Carta Nazionale dei Servizi,
  • eIDAS.

In alternativa è possibile rivolgersi gratuitamente a un patronato, che può assistere nella compilazione e nell’invio della richiesta.

Cosa succede se non si presenta la dichiarazione

La conseguenza più importante non è la trattenuta sui cedolini pensione di agosto e settembre. Infatti, se entro il 15 settembre 2026 il pensionato non invierà la dichiarazione richiesta, l’INPS procederà alla revoca definitiva delle prestazioni collegate al reddito riferite all’anno 2022.

Inoltre, l’Istituto potrà recuperare tutte le somme eventualmente pagate e risultate non dovute.

La revoca scatterà anche nei confronti dei pensionati che percepiscono una pensione fino a 100 euro al mese, pur non avendo subito la trattenuta estiva.