Negli ultimi giorni emergono segnali chiari: lo smart working torna a crescere nella Pubblica Amministrazione. Non si tratta di ipotesi. Ci sono decisioni operative, accordi firmati e applicazioni reali. A spingere questa tendenza sono in particolare il caro carburanti e la crisi in Medio Oriente, che aumentano i costi degli spostamenti e favoriscono il lavoro agile.
Il caso più evidente è quello di InnovaPuglia.
Il 10 aprile 2026 la società ha disposto smart working per tutti i 226 dipendenti fino al 30 giugno. È una misura concreta, già attiva.
Lazio, Lombardia e Umbria: esempi concreti sul territorio
Nel Comune di Cisterna di Latina, con atto del 2 aprile 2026, il lavoro agile è utilizzato dal personale comunale secondo l’organizzazione interna.
In Lombardia, nel Comune di San Colombano al Lambro, tra il 7 e il 10 aprile 2026, viene confermata l’applicazione dello smart working per i dipendenti.
In Umbria emerge un dato concreto su Terni. Secondo dati diffusi il 10 aprile 2026, la città risulta tra le prime in Italia nella Pubblica Amministrazione per utilizzo dello smart working, con circa il 45% dei dipendenti coinvolti. Non è un’attivazione improvvisa, ma dimostra un uso già reale e diffuso.
Ma è Bologna è oggi la città italiana con più smart working: il 47,2% dei dipendenti lavora da remoto almeno un giorno a settimana. Meno traffico, più tempo libero e minori costi sono i principali vantaggi. Resta però ancora strada da fare per rendere il lavoro agile una soluzione stabile per tutti.
Sud Italia: altri enti con lavoro agile attivo
Nel Comune di Molfetta, il 12 aprile 2026, il lavoro agile è inserito nella gestione operativa del personale.
Nel Comune di Trapani, nella prima settimana di aprile, è prevista l’applicazione dello smart working per i dipendenti comunali.
Anche la Camera di Commercio Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, con delibera del 10 aprile 2026, ha reso operativo il lavoro agile.
Accordi e nuove regole: aumentano i giorni da remoto
Negli ultimi giorni sono stati firmati accordi negli enti pubblici locali che prevedono l’estensione dello smart working fino a 10 giorni al mese. Le misure sono già applicate.
Nei ministeri, dal 7 aprile 2026, nuove regole consentono l’attivazione immediata del lavoro agile tramite accordi individuali. Il quadro è netto.
I casi concreti stanno aumentando. Lo smart working è già attivo in più territori e continua ad ampliarsi nella Pubblica Amministrazione.




