Bonus Fino a 650 Euro ai Lavoratori, Rinnovo Vicino: Cosa Prevede il Nuovo Decreto

Il nuovo decreto lavoro in arrivo (cosiddetto decreto Primo Maggio) punta a ridisegnare il sistema degli incentivi per chi assume e per chi lavora. Sul tavolo del governo ci sono bonus che riguardano giovani, donne, lavoratori poveri e nuove tutele nel mondo delle piattaforme digitali. Ma tutto dipende dalle risorse disponibili, che potrebbero cambiare la portata reale degli interventi.

Bonus giovani e assunzioni: lo sconto sulle aziende può essere confermato

Una delle misure principali da rinnovare nel prossimo decreto primo maggio è il bonus per l’assunzione dei giovani, in scadenza il prossimo 30 aprile. L’idea è quella di stabilizzare lo sgravio contributivo per chi assume o trasforma contratti a tempo indeterminato per lavoratori fino a 35 anni.

Lo sconto può arrivare fino al 100% dei contributi, ma solo in caso di incremento reale dell’occupazione. In caso contrario, la riduzione scende al 70%.

È previsto anche un tetto mensile all’esonero: 500 euro per tutti, 650 euro per le regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria), dove il costo del lavoro viene alleggerito in misura maggiore per favorire nuove assunzioni.

Bonus donne: proroga fino al 2026

Tra le misure in discussione c’è anche la conferma del bonus per l’assunzione delle donne. L’obiettivo è estendere l’incentivo fino al 31 dicembre 2026, senza modificare il meccanismo principale.

Anche in questo caso, lo sconto contributivo è legato alla creazione di nuova occupazione stabile. L’intento è quello di sostenere l’ingresso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro, soprattutto nei settori dove il tasso di occupazione resta più basso.

Rider e lavoro digitale: più tutele e trasparenza

Un altro punto centrale riguarda i rider e, più in generale, i lavoratori delle piattaforme digitali. Il governo sta valutando l’attuazione della direttiva europea che introduce una presunzione di rapporto subordinato quando emergono elementi di controllo e direzione da parte delle piattaforme.

Questo significherebbe più tutele, maggiore protezione contrattuale e soprattutto trasparenza sugli algoritmi che regolano turni e consegne.

Detassazione e premi di produttività: conferme fino al 2028

Nel pacchetto di misure si parla anche di prorogare alcuni bonus fiscali già esistenti. Tra questi:

  • la tassazione agevolata sui rinnovi contrattuali (5% anziché l’aliquota ordinaria, da applicare sugli aumenti frutto di rinnovi firmati tra il 2024 e il 2025 e per i dipendenti con redditi fino a 33.000 euro);
  • e la detassazione all’1% dei premi di produttività.

L’aliquota ridotta e le agevolazioni sui premi aziendali potrebbero essere estese fino al 2028, con un limite massimo per lavoratore. Rimane anche la possibilità di convertire i premi in welfare aziendale, senza tassazione entro determinate soglie.

Decreto Primo Maggio: possibile nuova indennità per i contratti scaduti

Tra le ipotesi allo studio c’è anche una misura pensata per i lavoratori con contratto scaduto e non ancora rinnovato. Si tratterebbe di una sorta di “indennità provvisoria della retribuzione”, pensata per garantire una continuità economica durante i periodi di vuoto contrattuale.

Un’idea ancora in fase di valutazione, che punta a ridurre gli effetti dei ritardi nei rinnovi, ma che necessita di ulteriori definizioni tecniche e coperture.

Il nodo principale: le risorse disponibili

Nonostante la lista di interventi, tutto dipende da un elemento decisivo: le risorse disponibili.

Le coperture attualmente sul tavolo potrebbero non essere sufficienti a finanziare tutte le misure nella loro forma più ampia. Per questo si discute di possibili aumenti della dotazione complessiva. Durante l’incontro tenutosi mercoledì 15 aprile, la premier Giorgia Meloni ha fatto sapere che sul piatto ci sono 500 milioni, ma l’intenzione è far salire la dote a 800 milioni, fino a 1 miliardo.

Tuttavia, le decisioni definitive non sono ancora arrivate: se ne riparlerà alla nuova riunione di lunedì 20 aprile.

Il rischio è che alcune misure vengano ridimensionate o rese meno generose rispetto alle intenzioni iniziali. La loro applicazione concreta dipenderà soprattutto dalle scelte sulle risorse e dagli equilibri politici delle prossime settimane.