Metalmeccanici, ad Aprile Vantaggio Doppio in Busta Paga: Bonus 83 Euro e Detassazione 5%

Nella busta paga di aprile i lavoratori metalmeccanici con redditi medio-bassi potranno contare su un doppio beneficio. Da un lato entra in gioco la detassazione del 5% sugli aumenti contrattuali, dall’altro resta attiva anche l’ulteriore detrazione prevista dalla normativa fiscale recente (il taglio del cuneo fiscale previsto dalla legge di Bilancio 2025).

Si tratta di due misure che, sommate, incidono direttamente sul netto in busta, soprattutto per chi rientra nelle fasce di reddito più diffuse tra i lavoratori metalmeccanici e dell’industria.

Detassazione al 5% sugli aumenti contrattuali

La prima misura riguarda la tassazione agevolata sugli aumenti previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Per i lavoratori con reddito fino a 33.000 euro, gli incrementi salariali – sia quelli riconosciuti nel corso del 2026 sia quelli riferiti agli anni 2024 e 2025 – vengono tassati con un’aliquota ridotta al 5%.

Questo significa che una parte degli aumenti in busta paga subirà una trattenuta fiscale molto più bassa rispetto all’ordinario. Il risultato è un netto più alto già a partire dalla mensilità di aprile, soprattutto per chi ha percepito arretrati o adeguamenti contrattuali.

A beneficiarne saranno i lavoratori metalmeccanici dipendenti di:

  • aziende artigiane, per effetto dell’aumento previsto da marzo 2026 (più di 500mila lavoratori);
  • aziende del gruppo Stellantis, Iveco, Ferrari, CNHI, per effetto degli aumenti previsti da gennaio 2026 (più di 70mila lavoratori).

Ai lavoratori potrebbero essere accreditati in questo mese anche i conguagli dovute alle mensilità agevolate dei primi mesi del 2026. In base a quanto emerso dai consulenti del lavoro sarebbero esclusi i metalmeccanici a cui si applica il CCNL Unionmeccanica Confapi: per i dettagli clicca qui.

Ulteriore detrazione: fino a circa 83 euro

Accanto alla detassazione, continua ad applicarsi anche l’Ulteriore detrazione introdotta con la legge 207/2024. In busta paga viene spesso indicata come “ulteriore detrazione” tra le voci fiscali.

L’importo può arrivare fino a circa 83 euro mensili per i lavoratori con redditi compresi tra 20.000 e 32.000 euro. Il valore effettivo varia in base al reddito complessivo e viene calcolato direttamente dal datore di lavoro. Ecco come compare questa voce nel corpo centrale del cedolino:

Questa detrazione agisce riducendo l’Irpef dovuta, aumentando quindi il netto percepito.

Effetto combinato sul netto in busta

Mettendo insieme le due misure, il risultato è un incremento più evidente dello stipendio netto. La detassazione riduce il peso fiscale sugli aumenti, mentre l’ulteriore detrazione abbassa l’imposta complessiva.

Per molti lavoratori, soprattutto quelli nella fascia tra 20.000 e 32.000 euro, aprile rappresenta quindi un mese con un netto più alto rispetto alle mensilità precedenti.

Un effetto che, anche se variabile da caso a caso, rappresenta un sostegno concreto al potere d’acquisto che sarà oggetto di un prossimo intervento del Governo, con il Decreto 1° Maggio.