Negli ultimi anni il tema degli stipendi nel comparto scuola è tornato al centro del dibattito pubblico. Analizzando i dati relativi al periodo 2020–2026, emerge un quadro chiaro: mentre il personale docente e ATA beneficia di una crescita progressiva delle retribuzioni tabellari, i dirigenti scolastici registrano una sostanziale stabilità. Ma non è proprio così e lo vedremo nell’articolo.
È importante precisare che i valori considerati sono esclusivamente gli importi tabellari, cioè la componente base dello stipendio. Non sono inclusi gli assegni accessori come la RPD (Retribuzione Professionale Docenti) o la CIA (Compenso Individuale Accessorio) per docenti e ATA, né la retribuzione di posizione e di risultato per i dirigenti scolastici. Questo permette di osservare in modo più netto l’andamento “strutturale” delle retribuzioni.
Docenti: crescita legata alle progressioni economiche
Per quanto riguarda gli insegnanti, si osserva un incremento significativo tra il 2020 e il 2024, con un passaggio da circa 2.591 euro a quasi 3.000 euro mensili lordi tabellari. Questo aumento è legato principalmente alle progressioni economiche, ovvero agli scatti stipendiali che maturano con l’anzianità di servizio.

La crescita non è uniforme anno per anno, ma presenta un’accelerazione evidente tra il 2022 e il 2024. Successivamente, i valori si stabilizzano, segno che, una volta raggiunto un determinato livello di anzianità, lo stipendio tende a fermarsi fino al successivo scatto.
Questo andamento evidenzia come il sistema retributivo dei docenti sia fortemente legato alla carriera interna e meno a dinamiche contrattuali immediate.
Personale ATA: aumenti più graduali ma costanti
Anche il personale ATA mostra una crescita nel periodo considerato, passando da circa 1.520 euro nel 2020 a oltre 1.760 euro nel 2025–2026. In questo caso, l’aumento è più graduale ma comunque costante.

Come per i docenti, anche per gli ATA il miglioramento stipendiale è legato alle progressioni economiche. Tuttavia, i livelli retributivi restano significativamente più bassi rispetto a quelli degli insegnanti, evidenziando una differenza strutturale all’interno del comparto scuola.
La progressione degli ATA appare più lineare, senza salti marcati, e questo riflette una carriera meno articolata rispetto a quella docente.
Dirigenti scolastici: stipendi stabili senza progressioni
Diversa è la situazione dei dirigenti scolastici. I dati mostrano una sostanziale stabilità degli stipendi tabellari, che si attestano intorno ai 3.616 euro per tutto il periodo analizzato.
A differenza di docenti e ATA, i dirigenti non beneficiano di progressioni economiche automatiche legate all’anzianità. Questo spiega perché il loro stipendio tabellare rimanga invariato nel tempo.
Va però ricordato che una parte rilevante della retribuzione dei dirigenti è costituita da componenti accessorie, come la retribuzione di posizione e di risultato, che non sono incluse in questa analisi. Ciò significa che il quadro reale della loro retribuzione complessiva può essere più dinamico rispetto a quanto emerge dai soli dati tabellari.


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