Il 1° maggio 2026, Festa dei Lavoratori, cade di venerdì e resta una delle festività nazionali più importanti in Italia. A seconda che si lavori oppure no, la retribuzione segue regole precise che spesso creano dubbi.
Vediamole.
1° maggio: festività nazionale e giornata lavorativa particolare
Anche se in molti settori si resta a casa, in altri (come commercio, turismo, trasporti e sanità) si continua a lavorare normalmente. Il 1° maggio è infatti una festività riconosciuta dalla legge, ma non sempre comporta la chiusura delle attività. Quelle essenziali, infatti, non si fermano.
Per il 2026 la festività cade di venerdì, creando, per chi di sabato e domenica non lavora, un weekend lungo. Ma come funziona la retribuzione in busta paga?
Chi lavora il 1° maggio: cosa spetta in busta paga
Per chi presta servizio durante la Festa dei Lavoratori, la busta paga prevede un trattamento economico più favorevole rispetto a una giornata ordinaria.
In generale, il lavoratore con paga oraria riceve la retribuzione della festività più una maggiorazione per lavoro festivo, stabilita dal contratto collettivo nazionale (CCNL) applicato. Tale maggiorazione, grazie alle novità introdotte dalla legge di bilancio 2026, può beneficiare anche di una detassazione, rendendo quindi più alto il netto percepito rispetto al passato.
In alternativa, in alcuni CCNL può essere previsto anche un riposo compensativo, al posto della maggiorazione economica.
Il lavoratore con paga mensilizzata, invece, generalmente riscuote solo la maggiorazione per il lavoro festivo perché per loro la festività è già compresa nella retribuzione mensile.
Chi non lavora: come viene pagata la festività
Per chi invece non lavora il 1° maggio, la giornata resta comunque retribuita. In busta paga compare infatti la voce relativa alla festività goduta.
Il meccanismo cambia leggermente in base alla tipologia di contratto:
- chi ha una retribuzione mensilizzata riceve la festività già compresa nello stipendio;
- chi è pagato a ore vede la giornata riconosciuta in base alle ore che avrebbe lavorato.
In entrambi i casi non c’è alcuna perdita economica e la giornata festiva viene comunque riconosciuta.
Nessuna penalizzazione e regole uguali per tutti
Il 1° maggio 2026 conferma le regole già note: chi lavora guadagna di più grazie alla maggiorazione festiva (con possibili vantaggi fiscali sulla sola quota aggiuntiva), mentre chi riposa riceve comunque la giornata pagata secondo il proprio contratto. Una giornata festiva che, indipendentemente dal lavoro svolto, non riduce lo stipendio.
La festività non comporta penalizzazioni in busta paga nemmeno per i lavoratori part-time. Cambia solo il modo in cui viene calcolata la retribuzione, a seconda che si lavori o si riposi.




