L’Inps ha iniziato a inviare nuove lettere ai datori di lavoro domestico, cioè alle famiglie che hanno colf o badanti e qualsiasi lavoratore domestico.
Non si tratta di controlli nuovi, ma di situazioni già emerse in passato, dove i contributi non sono stati versati oppure sono stati pagati solo in parte.
Questa operazione è stata spiegata nel messaggio Inps n. 1400 del 27 aprile 2026 e serve a evitare che quei contributi vadano persi con il passare del tempo.
Quali casi sono coinvolti
Entrando nel dettaglio, parliamo di contributi relativi a periodi già controllati tra il 1° novembre 2020 e il 31 dicembre 2022.
In quei casi l’Inps aveva già inviato un avviso di accertamento, ma il datore di lavoro non ha poi pagato oppure ha effettuato solo pagamenti parziali. Adesso l’Istituto torna su quelle posizioni proprio per mantenere attivo il diritto a recuperare quelle somme.
Il punto chiave: i 5 anni di prescrizione
Normalmente, i contributi si prescrivono dopo 5 anni. Significa che, trascorso quel periodo, non possono più essere richiesti.
Tuttavia, durante l’emergenza Covid le regole sono cambiate: sia i pagamenti sia il conteggio della prescrizione sono stati sospesi. Questo è avvenuto in due periodi precisi: dal 23 febbraio al 30 giugno 2020 e dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021.
In quei mesi il “contatore” dei 5 anni si è fermato, quindi il tempo non è realmente trascorso come sembra.
Cosa cambia con queste lettere
Con le nuove comunicazioni, l’Inps interrompe la prescrizione e fa ripartire il conteggio da zero.
In pratica, dal momento in cui il datore riceve la lettera, i 5 anni ricominciano da capo. Questo consente all’Istituto di recuperare contributi anche per periodi più lontani.
Cosa significa per colf e badanti
Per i lavoratori domestici la conseguenza è importante: i contributi non versati possono ancora essere recuperati e accreditati.
Prima dell’invio delle lettere, le sedi Inps stanno comunque verificando ogni posizione.
Se emergono irregolarità, la situazione contributiva può essere sistemata. Questo è fondamentale soprattutto per la pensione futura, perché quei contributi fanno la differenza sull’importo finale.




