Il Governo Lascia Salire il Prezzo della Benzina: dal 2 Maggio Pieno Più Caro

Dal 2 maggio cambia tutto per chi fa rifornimento. Il governo ha deciso di prorogare il taglio delle accise sui carburanti, ma con una modifica sostanziale: lo sconto sulla benzina viene drasticamente ridotto. E questo, nei fatti, significa una cosa sola: il prezzo alla pompa aumenta.

Taglio dello sconto: cosa cambia davvero

Fino al 1° maggio lo sconto era uguale per tutti: circa 24,4 centesimi al litro tra accisa e IVA, sia per benzina che per diesel.

Con il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei ministri, lo scenario cambia:

  • benzina: circa -5 centesimi al litro + IVA
  • diesel: resta il taglio pieno di circa -20 centesimi + IVA

La conseguenza è immediata. Per la benzina lo sconto scende di quasi 20 centesimi. Tradotto: il prezzo aumenta di circa 18 centesimi al litro rispetto ai giorni precedenti, a parità di mercato.

Non è solo tecnica: è una scelta politica

Formalmente non si tratta di un aumento del prezzo base del carburante. Ma nella realtà quotidiana di chi fa rifornimento cambia poco.

Se lo Stato riduce lo sconto, il prezzo finale sale. E soprattutto, non è una dinamica automatica o inevitabile: il governo avrebbe potuto mantenere lo stesso livello di sconto anche sulla benzina.

La scelta di differenziare gli interventi – mantenendo il diesel più protetto e riducendo la benzina – è quindi una decisione precisa, legata alle dinamiche di mercato ma anche alle priorità politiche.

La motivazione: diesel più colpito

Il governo ha spiegato la scelta con i dati sugli aumenti:

la benzina è cresciuta di circa il 6%, mentre il diesel ha registrato rincari molto più forti, fino al 20%

Da qui la decisione di concentrare le risorse sul gasolio, considerato più strategico per trasporti e logistica. Chiaro l’obiettivo di tendere una mano agli autotrasportatori aderenti a UNATRAS che hanno proclamato un lungo sciopero nel mese di maggio. Ma sarà sufficiente per arrivare ad una revoca? Sembre di no.

Cosa vedranno gli automobilisti

Per chi usa l’auto a benzina, l’effetto è diretto e immediato: dal 2 maggio fare il pieno costa di più.

Non è un aumento imposto dal mercato, ma il risultato di una scelta sul livello delle accise. Una scelta che incide direttamente sulla spesa quotidiana delle famiglie.

E che, al di là delle motivazioni tecniche, segna un punto chiaro: il sostegno pubblico ai carburanti non è più uniforme e, per la benzina, è stato ridimensionato.