Il Piano casa del governo entra nel dettaglio e individua con precisione i beneficiari dell’edilizia convenzionata, quella che sarà affidata ai privati. Dopo l’impostazione generale voluta da Giorgia Meloni, insieme al contributo di Matteo Salvini, del ministro Tommaso Foti e della sottosegretaria Lucia Albano, il provvedimento definisce una platea ampia ma con requisiti stringenti.
Gli alloggi saranno destinati a cittadini italiani, europei ed extra Ue con regolare permesso di soggiorno per lavoro. Il target principale resta quello delle famiglie, ma con caratteristiche economiche ben definite.
Sconto del 33%
Al Piano potranno partecipare solo i costruttori che destineranno almeno il 70% degli interventi all’edilizia convenzionata, applicando prezzi calmierati. Lo sconto agli acquirenti dovrà essere pari ad almeno il 33% rispetto ai valori di mercato. L’obiettivo, come sottolineato da Giorgia Meloni, è ridurre in modo concreto i costi per cittadini e famiglie.
Famiglie nella “fascia grigia”: Isee e requisiti economici
Il cuore della misura riguarda le famiglie escluse dalle case popolari ma comunque in difficoltà. Per accedere sarà necessario avere un Isee superiore ai limiti dell’edilizia pubblica, quindi sopra i 20-22mila euro.
Allo stesso tempo, però, dovrà essere dimostrata una reale difficoltà nel sostenere i costi del mercato libero. Il decreto stabilisce infatti che le spese per affitto o acquisto, calcolate ai valori correnti, devono superare il 30% del reddito disponibile del nucleo familiare.
Si tratta quindi della cosiddetta “fascia grigia”: nuclei che non rientrano nei requisiti per le case popolari ma che non riescono comunque ad accedere a soluzioni abitative sostenibili.
Spazio anche a studenti, lavoratori e stagionali
Accanto alle famiglie, il Piano casa amplia la platea ad altre categorie specifiche. Tra queste rientrano gli studenti universitari fuori sede, già destinatari di misure dedicate anche nel Pnrr.
Una novità rilevante riguarda i lavoratori dipendenti. Gli alloggi potranno essere destinati anche a lavoratori del settore privato o pubblico (come i docenti citati dalla stessa Giorgia Meloni) che devono trasferirsi per esigenze lavorative, con il costo dell’abitazione a carico del datore di lavoro.
Inclusi anche i lavoratori stagionali, con la possibilità di utilizzare gli stessi immobili per più funzioni, ad esempio alternando studenti e lavoratori in diversi periodi dell’anno.
Controlli e vincoli sui prezzi degli immobili
Il sistema prevede controlli su due livelli. I Comuni vigileranno sulla destinazione effettiva degli alloggi, mentre l’Agenzia delle Entrate monitorerà i contratti di compravendita, mutuo e locazione.
Sul fronte dei prezzi, gli immobili dovranno rispettare limiti precisi: canoni e valori di vendita saranno calmierati, con livelli inferiori di almeno il 33% rispetto ai prezzi di mercato, rilevati anche attraverso l’Osservatorio Omi.
Un impianto che punta a garantire sostenibilità economica, ma con regole rigide sia per l’accesso sia per la gestione degli interventi.




